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Andrea

Prefazione:..

Una doverosa prefazione per dire ai lettori che questo racconto l’ho scritto in maniera sperimentale.

Ho diviso la storia in piccole sezioni precedute dal nome di chi parla. Desideravo esprimere con maggior intensità la psicologia e le sensazioni dei due principali protagonisti ed è quindi per questo che ho deciso di mostrare gli avvenimenti da entrambi i punti di vista. Spero che l’esperimento sia apprezzato… Legga piu »

Spogliati, Vittoria, spogliati

Ho la bocca asciutta. Il mio sofà non è mai stato più scomodo e mi sento il respiro pesantissimo. Il sudore mi sta imperlando la fronte come la rugiada mattutina fa alle foglie. Ho illuminato completamente il salotto, avrò acceso circa cinque luci diverse; volevo che tutto fosse perfetto. Lo spettacolo sta per cominciare. Vittoria, la mia bellissima ragazza fa il suo ingresso nella stanza…

L’ho conosciuta circa cinque mesi fa, ad un centro commerciale. Io ero il cliente, lei la commessa. Non avevo mai visto una bellezza simile. Occhi grandi e azzurri, capelli dorati, lunghi e lisci, labbra carnose, forme prorompenti. Amore a prima vista. Legga piu »

La suocera

Era qualche giorno che stava a casa nostra, per assistere mia moglie che aveva appena partorito.

Quel giorno ero tornato tardi dal lavoro, la casa era silenziosa e così dopo una doccia rinfrescante, ancora in accappatoio mi siedo al pc e inizio a navigare in rete.

Entro in un sito porno e le immagini sullo schermo sortiscono il loro effetto. Il mio cazzo duro esce dall’accappatoio e inizio a toccarmi.

Non mi accorgo, intanto, che qualcuno era entrato dalla porta di casa. Così quando mia suocera entra nella stanza, accendendo la luce saltai in aria. Legga piu »

500 gr (IV) -La nuova opera

La camera da letto era completamente buia. Elena riusciva a malapena a vedere il pavimento sotto di lei. Ma al momento era un’altra la cosa che la preoccupava. Il ronzio incessante dei due vibratori non accennava a smettere e quello che prima era semplice fastidio si era trasformato in dolore. Uno nell’ano, uno nella vagina. Lei, immobilizzata con del nastro adesivo ad una sedia, doveva sforzarsi di non appoggiare il fondoschiena, per evitare che una delle macchine le penetrasse a fondo nel buco del culo. Ma ormai era mezz’ora che teneva le gambe alzate, e i muscoli le dolevano. La base del vibratore sfiorava già l’imbottitura della sedia. Diverse gocce di sudore le imperlavano il viso. Soffiava e inspirava, soffiava e inspirare. Ma la fatica ebbe il sopravvento e alla fine si lasciò andare. Il lungo oggetto nero le scivolò dentro l’ano, facendole un male cane, strinse i denti: se avesse gridato e la padrona nella stanza accanto l’avesse udita, sarebbe accorsa a punirla. E non aveva voglia di baciare di nuovo le sue feci… Legga piu »

Giusta punizione

Erano già una decina di minuti che io, Dorina, e la mia amica Irene eravamo all’interno delle cantine di un grande magazzino intente a rovistare tra gli scaffali e gli scatoloni alla ricerca di qualche capo d’abbigliamento da rubare.

Non era la prima volta.

Avevamo scoperto un passaggio dalle cantine del palazzo adiacente, dove abitava Irene, ed avevamo già approfittato facendoci praticamente il guardaroba nuovo, intimo compreso.

Col senno di poi era chiaro come il sole che non avremmo potuto farla franca ancora per molto ma dicevamo sempre che era l’ultima volta!! Legga piu »