Menu principale:


Categoria

Calendario

November 2008
S M T W T F S
« Feb    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  

Archivi

RSS Abbonarsi a RSS

Ricerca

Links:

Parole chiave

Diana, triangolo amoroso

Il professore non si mostrò sorpreso nel trovarci nude, Clara l’abbracciò baciandolo teneramente, lui la scosto e annusò le sue labbra, poi appena fui contro di lui annusò le mie storcendo il naso in modo buffo.

- Avete lesbicato vero? Chiese trattenendomi contro di se.

Fremetti per il freddo umido del cappotto contro la mia pelle e per la ruvidezza della stoffa, Clara dietro di me spiegò ridendo:

- Abbiamo cercato di passare il tempo!

L’aiutai a togliersi il cappotto.

- E… vi siete saziate? Chiese mentre si toglieva la giacca.

- Per saziarci aspettavamo te!

Leo si allontanò, udimmo in lontananza lo scorrere dell’acqua, Clara mi interrogò con lo sguardo poi chiese.

- Allora, sei decisa?

- Spero solo di essere brava come te!

- Lo sarai sicuramente, il professore ne sarà deliziato, sono sicura!

Ci eravamo portati in camera da letto, Leo fece il suo ingresso nudo e bello come un adone. Il mio sguardo corse subito al suo ventre, il membro non era in erezione ma anche così la sua vista fece correre un fremito lungo la mia schiena. Come mi piaceva quel cazzo! Faceva un’ampia curva sopra la sacca dei testicoli, già si stava gonfiando, indovinai che fra non molto si sarebbe alzato imponente e fiero per la gioia mia e della professoressa. Arrossii, avrei osato?..

- Cosa stavate dicendo? La voce dell’uomo interruppe i miei pensieri.

- Diana vuole farti una sorpresa! Disse Clara spingendomi verso di lui.

- Sarà sicuramente bella! Leo aveva preso le mie mani e mi fissava.

Arrossii, era giunto il momento. Mi feci forza e lo guidai verso il letto.

- Stenditi! L’uomo ubbidì interrogandomi con lo sguardo.

Ero ancora in piedi, lasciai che mi squadrasse apertamente, i suoi occhi indugiarono qualche istante sul mio petto poi scesero alla biforcazione delle mie cosce dove sotto il cespuglietto sentii la mia passerina inumidirsi. Leo tese le braccia, il suo sorriso mi disse che aveva capito quali erano le mie intenzioni perché mentre salivo sul letto divaricò le gambe, le sue mani furono sulla mia schiena, le sentii scendere…

- Oh perché vuole sempre toccare il mio culetto? Mi chiesi avvampando.

Non che mi dispiacesse, anzi, ma pensavo vi fossero altre parti del mio corpo degne della sua attenzione, il sentire quelle mani forti palpare le mie chiappette, insinuarsi fra di esse mi riempiva di confusione a causa della professoressa che ci osservava.

Per celare la mia emozione mi chinai nascondendo il viso sulla spalla del professore, le sue mani salirono al mio capo accarezzandolo.

- Allora cosa c’é piccola? Chiese.

Sollevando il viso lo guardai, ora Leo era il ‘mio’ uomo e dovevo farlo felice, il suo sorriso mi diede coraggio…

- Non muoverti, faccio io! Dissi con sicurezza

Avvicinai il viso sfiorando le sue labbra con le mie, le sentii socchiudersi, la sua lingua entrare nella mia bocca… non lo baciai come avevo fatto la prima volta ma vi serrai le labbra aspirandola poi costrinsi la sua bocca ad aprirsi, vi entrai aspirando ancora la sua lingua, accarezzandola con la mia.

Allontanai il viso, lo avvicinai facendo scorrere le labbra sulla sua lingua, continuai il mio scorrere tenendole morbide nell’ingoiare, stringendole nell’arretrare mentre la suggevo. Era stata Clara a spiegare il significato particolare del bacio, proseguii il mio richiamo sessuale finché l’uomo mi allontanò per guardarmi meravigliato.

- Leo… lo voglio! Dissi a voce alta.

Avvicinai ancora il viso, ma lui dolcemente respinse verso il basso il mio capo. La peluria del suo petto solleticò le labbra che mossi fino a incontrare il capezzolo, sospirò Leo appena vi chiusi la bocca, lo trovai piccolo ma duro fra le mie labbra, appena lo stuzzicai e lo succhiai il fremito che percepii mi rivelò il gradimento dell’uomo.

Non so perché mi venne in mente che dovevo dire a Lina, che anche agli uomini piace che gli si bacino le ciliegine. Passai all’altro capezzolo e questa volta lo mordicchiai delicatamente, l’uomo si inarcò facendo sentire contro il mio addome la consistenza del pene che si stava ergendo, la cosa mi eccitò enormemente…

Lo volevo, lo volevo fortemente! Scesi impaziente con piccoli baci, appena fui sul suo ventre il mio mento urtò contro la morbidezza del glande, il mio cuore prese a correre all’impazzata, sollevai il capo… ed eccolo il cazzo di Leo, bello, lungo e teso, era per me che era duro, merito mio se era diventato così!

Non mi soffermai a contemplarlo, istanti, forse un paio di secondi ma quel cazzo è rimasto impresso dentro di me. In seguito ne ho visti parecchi, qualcuno era più lungo o più grosso ma sicuramente nessuno era più bello!

Un rigonfiamento lo percorreva dai testicoli fin sotto il glande e si fermava dove finiva il colletto della cappella che lì si divideva come un sipario, delle venuzze, minute alcune, altre sporgenti lo percorrevano in modo bizzarro. Quel membro poderoso incuteva in me un timore particolare, ne avrei avuto paura se non l’avessi desiderato così tanto.

Le mani del professore accarezzarono il mio capo ma non lo premettero, fui io a chinare il viso e a poggiare le labbra su quel pene stupendo. Appena lo sfiorai ogni mio timore svanì, lo percorsi a fior di labbra, risalendolo con piccoli baci sollevandolo con la mano delicatamente come fosse un uccellino, giunto in cima mi soffermai a baciare la nascita del rigonfiamento.

Una contrazione improvvisa e credo involontaria sollevò maggiormente l’asta calda, fu allora che la mano sul mio capo premette leggermente, mi portai maggiormente sull’uomo e socchiusi le labbra, il sospiro prolungato che udii mi fece capire che era giunto il momento…

Dovetti aprirle parecchio per prendere in bocca per intero il glande, strisciai la fronte sull’addome dell’uomo mentre la mia bocca scendeva. Un’emozione mai provata prima invase il mio corpo, sentii nettamente la mia passerina inumidirsi maggiormente mentre in me, insieme al desiderio subentrò una sorta di vergogna per l’atto che stavo compiendo ed ero felice che la mia testa nascondesse all’uomo l’operato della mia bocca.

La feci scorrere più volte accompagnato dai sospiri dell’uomo ma mi resi conto che dovevo prenderlo in profondità se volevo farlo godere come l’avevo visto fare dalla professoressa, arretrai con le ginocchia e senza lasciare il ‘mio’ cazzo fui sopra di esso. Ora abbassando e sollevando il capo potevo scorrere maggiormente, lo feci ad occhi chiusi perché sapevo che Leo stava guardando le mie labbra,

- Oh si Diana… si, si…

- Brava cara, è bellissimo come lo fai!

La voce di Clara tradiva una certa emozione, fu questo che mi convinse ad aprire gli occhi, Leo era sollevato sui gomiti e la testa poggiata sulla spalla della sua amante mi fissava insieme a questa. Fui felice di vedere l’espressione alterata del professore, questo mi spronò a muovermi più liberamente.

Mi accorsi che se volevo scorrere agevolmente dovevo lubrificare l’asta a causa dell’attrito delle mie labbra, lo feci lasciando colare la saliva che stranamente la mia bocca prese a secernere in abbondanza.

- Il cazzo di Leo mi fa venire l’acquolina in bocca! Mi venne da pensare…

Una strana euforia si impossessò di me, la saliva che colava bagnava le dita che precedevano la mia bocca e ora non trascinavano più la pelle ma al pari delle labbra scivolavano sul pene contribuendo al piacere del professore che si tendeva come se volesse offrirmelo maggiormente il suo cazzo.

All’improvviso sentii un sapore lievemente salato sulla lingua, la sorpresa mi fece sollevare il capo per guardare il ‘mio’ cazzo. Cielo com’era bello, e come luccicava, specie la cappella dove dall’orifizio sulla sommità, si formavano delle gocce cristalline che sgorgavano lentamente. Passandovi il pollice sentii che il liquido rendeva scivolosa la carne del glande, subito un’altra goccia si formò, un’altra ancora…

La risata di Clara mi fece arrossire, capii che erano molte le cose che dovevo imparare, ora non soltanto volevo emulare la donna ma volevo superarla nel dimostrare libidine, ripresi in bocca il membro e guardando negli occhi la professoressa scesi lentamente finché sentii il glande premere contro l’inizio della mia gola, aprii maggiormente la bocca, la spalancai e scesi ancora ma non mi bastava, mi portai maggiormente sull’uomo e premetti fortemente…

Mi sembrò di soffocare, ma ora le mie labbra erano contro la pelle del ventre dell’uomo, il mento contro i suoi testicoli e il suo cazzo… Ebbi la gioia di vedere la risata smorzarsi sul viso di Clara, il suo sguardo farsi preoccupato poi i miei occhi si riempirono di lacrime e l’inizio di un conato… Desistetti dalla mia sfida prima che il conato ritornasse ma l’avevo preso tutto! Quando lentamente sollevai il capo mi resi conto quanto fosse lungo il cazzo di Leo mentre lo sentivo sfilare fra le mie labbra…

Lo rimirai lungamente, luccicante e bello, ed era mio! Ero fiera della mia impresa, capii che non avevo più ragione di vergognarmi, raddrizzai il pene e appena ebbi preso in bocca la cappella ritirai la mano in modo che solo con la bocca mantenevo verticale il membro e con una sorta di euforia ripresi ad andare su e giù, su e giù ma senza ripetere l’azione di prima.

Dopo non molto, ebbi la gioia di vedere il viso di Leo alterarsi, il suo petto sollevarsi e abbassarsi al ritmo dell’affanno che lo faceva sospirare, ero felice del piacere che vedevo salire nell’uomo, mi venne il desiderio di toccarmi, ma appena accennai a farlo, la mano di Clara scostò la mia, la donna era ora al mio fianco, l’altra sua mano fu sul mio sedere, scese, trovò la fichina bagnata, le sue dita ne percorsero il taglio, contesero per qualche istante il possesso del mio sesso alle dita dell’altra sua mano poi gocciolanti della mia eccitazione ritornarono al mio culetto lo aprirono e un dito entrò in esso… il mio grido venne soffocato dal cazzo sul quale scorreva la mia bocca, non pensavo che anche Clara osasse tanto!

- Brava Diana… così… sei bravissima!

Quello che seguì fu di una lussuria senza pari, andavo e venivo spiando sul viso dell’uomo il salire del suo piacere, su e giù, su e giù, non lo succhiavo ma incavavo le guance per eliminare l’aria e fare in modo che il mio palato, la mia lingua, l’interno delle mie guance fossero strettamente a contatto con quell’asta stupenda e l’intera mia bocca contribuisse ad accarezzarla nel suo scorrere su e giù, su e giù stimolata io stessa dalle dita che si muovevano nella mia fichina, stuzzicavano la mia lumachina resa sapientemente bagnata e liscia dal dito che Clara muoveva dopo averlo intinto nel liquido del mio piacere…

Oh come facevano le dita della professoressa ad essere nella mia fichina, accarezzare il mio clitoride e essere anche nel mio culetto?

- Brava Diana… brava! Sussurrava la donna al mio orecchio mentre lo baciava lambendone il padiglione, lo leccava facendomi fremere.

I miei sospiri si mescolavano a quelli dell’uomo che continuavo a deliziare, avrei voluto continuare all’infinito questo mio pompino, il mio primo pompino in assoluto ma la mia inesperienza fece precipitare le cose, un sospiro più forte fece fermare la mia bocca sul glande, la frequenza con la quale le gocce salaticce uscivano dal meato avrebbero dovuto farmi capire che l’uomo era agli stremi.

Il professore le guance in fiamme ora mi guardava con il fiato sospeso, con espressione quasi disperata, fu quando mossi velocemente la punta della lingua sul nascere del condotto, che l’uomo ebbe un fremito poi il suo cazzo sobbalzò!

- Ohhhh… Diana… Dianaaaahhhhhhh! ! ! !

Un primo schizzo colpì il mio palato, altri seguirono. Appena capii quello che stava accadendo presi ad andare velocemente mentre il membro sobbalzando scaricava nella mia bocca il piacere dell’uomo, su e giù, su e giù tenendo morbide le labbra per dar modo allo sperma di fuoriuscire e colare lungo l’asta lubrificandola, così che la carezza delle mie labbra accompagnassero fino alla fine l’orgasmo del professore.

Ero riuscita, avevo fatto godere il ‘mio’ professore! Una gioia particolare mi fece esultare, il sapore che sentivo in bocca anche se particolare non era per niente sgradevole; volevo trattenere ancora il suo membro ma all’improvviso mi prese una sorta di panico sentendo che stava perdendo leggermente consistenza…

Oh no! Precipitosamente mi sollevai e alzandomi mi portai sopra l’uomo, le gambe divaricate ai due lati del suo corpo e chinatami afferrai il cazzo puntandolo all’ingresso della mia fichina e… mi impalai su di esso, si, mi impalai! Sentii il membro espandersi nella mia vagina dilatandola, riempiendola e presi subito a muovermi su e giù, ero talmente eccitata che il membro scorreva quasi senza attrito ma con mia grande disperazione continuava a perdere rigidità, il suo scorrere dentro di me cominciava a smorzarsi…

- Tienilo duro… tienilo duroooo ! ! !

Pensavo di averlo urlato dentro di me invece l’avevo gridato ad alta voce, mi abbattei sul corpo dell’uomo e nel tentativo di far rinascere la sua eccitazione presi a lambire i suoi capezzoli, a suggerli…

- Lascia stare Diana… abbiamo tempo!

Clara lo disse accarezzando il mio capo ma io non l’ascoltavo! Era adesso che avevo voglia, adesso che la mia fichina grondava eccitazione! Inconsciamente, senza che nessuno me l’avesse suggerito presi fra le dita i capezzoli dell’uomo e li pizzicai fortemente, crudelmente, un urlo e l’uomo inarcandosi cercò di allontanare le mie mani.

- Cosa fai Diana… cosa fai!

Ma io non desistevo, vidi gli occhi dell’uomo inumidirsi, il suo sguardo supplicarmi. Ne ebbi pietà e coprendo con la bocca una sua ciliegina la bagnai abbondantemente, passandovi la lingua tutt’attorno, la sentii indurirsi ma… non fu la sola cosa che si induriva, il membro dentro di me prese ad espandersi, a tendersi…

Non riuscivo a crederci, non era possibile! Mi mossi leggermente avanti e indietro… siiiiii!!!! Stavo scorrendo su un cazzo che stava riacquistando rigidità!

Mi raddrizzai trionfante e le ginocchia poggiate sul letto presi a molleggiare, felice di sentirmi riempita, di vedere l’espressione stupita del professore trasformarsi in eccitazione.

- Sei una troietta lo sai vero? Era stata Clara a pronunciare quelle parole, le aveva dette con tanto affetto che non ne fui risentita, volsi a lei il viso, lei vide le mie labbra luccicanti di sperma e prese a lambirmele quindi spinse la lingua nella mia bocca a cercarne maggiormente il sapore seguendo i movimenti che facevo nello scorrere sul membro che sollazzava la mia fichina.

Quello che seguì fu di una lussuria senza pari, ogni inibizione era caduta, solo il piacere contava, capii dal suo movimento che la professoressa scavalcava con un ginocchio il corpo del suo amante e quando allontanò il busto la vidi praticamente seduta sul viso dell’uomo che abbracciato alle sue anche aiutava il suo muoversi, il suo strisciare la biforcazione delle cosce sulla sua bocca, solo il suo mento vedevo e a tratti la lingua che si muoveva sotto i peli fulvi, nella ferita rosata del sesso di Clara.

Fui io ad abbracciare la donna attirandola contro di me, cercando la sua bocca, frugandola con la lingua, bevendo i sospiri che dopo non molto prese ad emettere, sospirando io stessa per il piacere che partendo dalla mia fichina saliva propagandosi in tutto il mio corpo. Solo che non potevo più muovermi come prima, non potevo più andare su e giù per non lasciare la bocca della professoressa, allora presi ad ondulare con movimenti sinuosi il ventre e il bacino facendo oscillare il membro di Leo nel mio pancino, lo strusciare della mia fichina sul cazzo che la dilatava, anche se minimo faceva salire il mio piacere…

Fu bellissimo e esaltante, mi accorsi che Clara eseguiva i miei stessi movimenti per strusciare la fica sulla bocca e sul naso del professore, la stanza fu piena dei nostri sospiri, dei miei lamenti, delle esclamazioni rauche dell’uomo a tratti interrotte dal rumore bagnato che la sua lingua faceva muovendosi nei liquidi amorosi della sua donna.

Clara già fortemente eccitata dallo spettacolo che avevo offerto nel sollazzare il suo uomo, era giunta al limite della resistenza, si gettò all’indietro puntando le braccia tese sul letto e prese a muoversi freneticamente strisciando il sesso sulla bocca e sul naso del professore che faticava a inseguire la fica grondante.

Pur nel suo muoversi disordinato Clara conservava integra la sua bellezza, i seni che puntavano il soffitto erano stupendi nella loro forma e nella loro compattezza, durò poco, con una serie di fremiti, schiacciò il sesso sulla bocca di Leo e muovendosi freneticamente venne lamentandosi con voce straziante.

Solo alla fine si gettò contro di me cercando la mia bocca come un’affamata, bevvi i suoi sospiri soffocando le ultime sue grida finche a poco a poco si calmò, guardandomi con espressione sognante si sciolse dal mio abbraccio e scese allontanandosi quasi si vergognasse.

Il vedere Clara nel suo godimento aveva provocato in me una eccitazione mai provata prima, il mio piacere colando aveva completamente bagnato il membro sul quale avevo ripreso ad andare molleggiando sulle gambe, la mia vagina dilatata dalla mia eccitazione scorreva quasi senza attrito, ero talmente allupata che il mio piacere saliva, saliva… Credo che nonostante questo avrei potuto resistere ancora alle sollecitazioni amorose del cazzo del professore se questi allungando le mani alle mie tettine inesistenti non avesse preso fra le dita i capezzoli facendoli roteare delicatamente fra le dita…

- Mi stai facendo godere Diana… ohhh sei stupenda!

Leo col viso bagnato dalle secrezioni della professoressa mi fissava con espressione beata, i miei capezzolini fra le sue dita erano duri da farmi male, anch’io presi fra le dita le sue ciliegine facendole roteare come lui faceva con me… Leo chiuse gli occhi, il suo bacino si mosse facendo salire il cazzo mentre mi sollevavo, all’improvviso mi resi conto che era giunto il momento.

Mi chinai cercando la sua bocca, vi trovai il sapore del sesso di Clara, lo cercai anche sul suo viso lambendolo come un cagnolino, guaendo di eccitazione e di piacere, strofinando il mio petto su quello dell’uomo, felice si sentire il piacere salire, salire…

- Oh scopami Leo… fammi godere… fammi godereeee ! ! !

Ricevetti una spinta possente che mi fece strisciare sull’uomo, sentii il suo cazzo spingersi fino in fondo alla mia vagina, percepii il premere del glande contro il mio utero, si ritirò e spinse ancora e ancora. Con un grido di gioia sollevai appena il bacino facilitando i colpi dell’uomo che respirando affannosamente continuava a sbattermi violentemente, affondando di colpo fino in fondo, fino in fondo facendomi sentire lo schiaffo morbido dei testicoli contro l’inizio del mio culetto.

Fu bellissimo ed esaltante sentire il piacere salire, salire fino a farsi irresistibile. Aprii la bocca su quella dell’uomo, affondai la lingua cercando la sua, ricevendo la sua, succhiando la sua mentre con gioia infinita sentii il piacere sommergermi, farmi gridare, sbavare nella bocca del ‘mio’ amante mentre le contrazione della mia vagina in orgasmo massaggiavano il cazzo in movimento…

Leo rantolò contro la mia bocca, spinse un’ultima volta il membro in fondo al mio grembo e si immobilizzò eiaculando. Percepii i getti del suo piacere irrorarmi, il cazzo sobbalzare nello scaricarsi… Con un grido di gioia mi mossi avanti e indietro stringendo e rilassando i muscoli aiutando il suo orgasmo e completando il mio.

Mi adagiai sul corpo del ‘mio’ amante coprendo il viso che odorava del sesso di Clara di una moltitudine di baci per mostrare la mia riconoscenza. A differenza di prima salutai con orgogliosa esultanza l’afflosciarsi dentro di me del pene che avevo fatto godere per la seconda volta, il quale uscì dalla mia fichina senza che facessi nulla per espellerlo, trascinando con se un liquido che bagnò il ventre del professore e il mio; solo allora mi staccai e le mani fra le cosce ad evitare ulteriori danni uscii dalla camera accompagnata dalla risata del professore che ebbe il tempo di darmi una pacca sul sedere che mi gettò nella più grande confusione.

Ritrovai Clara in bagno e insieme facemmo la doccia, non parlammo per tutto il tempo, solo alla fine, dopo esserci asciugate, mi abbracciò e sussurrò al mio orecchio: “brava!”

Continua…

Commenti

Commento per mimmo
11-05-2008, 1:48 pm

godooooooooooooooooooooooooo

Scriva un commento