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Alessia

Sei seduta di fronte a me, dalla parte opposta del tavolo in legno su cui hai sparso una miriade di fogli con scarabocchiate sopra formule di matematica. Non sei mai stata brava in matematica, e io, che invece me la sono sempre cavata egregiamente, ho deciso di darti qualche ripetizione, in fondo sei una mia compagna di classe in difficoltà. Tanto più che non si rifiuta mai un favore ad una bella ragazza… Hai appena compiuto 18 anni, i capelli castani e lisci lunghi poco oltre le spalle, un viso tondo che ti fa sembrare ancora più piccola di quella che sei. Scendendo le scale diretti alla mia taverna non ho potuto fare a meno di fissare le tue gambe e le tue natiche, fasciate in uno stretto paio di jeans. Ora invece, mentre ti spiego svogliatamente qualche banale algoritmo, mi dedico principalmente ad ammirare le tue mani sottili che tengono la penna e si muovono rapide per prendere appunti o tentare di svolgere gli esercizi che ti sto aiutando a fare. A volte sposto lo sguardo e lo rivolgo al tuo seno, una seconda, stretto in un maglioncino rosa.

Il fatto che tu non abbia grandi esperienze sessuali alle tue spalle ti rende per me ancora più interessante. Forse sei ancora vergine.

Le due ore passano rapide, finisci l’ultimo esercizio e aspetto che tiri fuori il portafoglio per pagare il tempo che ti ho dedicato. Ti vedo imbarazzata, impacciata. Mi dici che al momento non hai i 20 euro che mi dovresti, mi assicuri che la settimana dopo me ne darai 40 e salderai il tuo debito.

In realtà la cosa non mi interessa molto, non sarebbe certo un problema per me. Ma in un attimo mi passa per la testa un immagine che mi resta fissa in mente nei secondi di silenzio che trascorrono prima che io ti risponda: tu nuda, in ginocchio di fronte a me, con la bocca aperta pronta ad accogliere il mio sesso che immediatamente inizia a indurirsi.

Siamo in piedi uno innanzi all’altro. Ti rispondo in modo gelido, non mi importa se non hai i soldi, devi trovare un modo per pagare. I due passi con cui mi avvicino a te sino quasi a sfiorarti devono renderti evidenti le mie idee sul metodo di pagamento che ho in mente.

Ora hai lo sguardo basso, sei ancora più imbarazzata. Non sai che fare, come risolvere la situazione. Una situazione che forse eccita anche te, anche se non riesci ad ammettertelo.

Sono io a prendere in mano la situazione e a sbloccarla. Ti chiedo di chiudere gli occhi, ordine che immediatamente esegui. Prendo un fazzoletto e lo uso per bendarti. Sei agitata, si vede chiaramente. Mi sussurri un “ti prego, sono vergine” che non fa altro che eccitarmi ancora di più. Sono dietro di te ora, mi appoggio al tuo corpo, prestando facendoti sentire bene la mia eccitazione che preme nel solco delle tue natiche. Hai un brivido nel momento in cui lo appoggio, ma ti sento calda, eccitata. Prendo un altro fazzoletto, lo uso per legarti i polsi dietro la schiena. Non opponi alcuna resistenza, anzi, mi assecondi quando ti costringo in ginocchio. Senti la zip dei miei pantaloni abbassarsi. Lo avvicino alla tua bocca. Non avrei mai creduto che il sogno ad occhi aperti che avevo avuto pochi minuti prima si sarebbe realizzato con tanta facilità. Apri la bocca e la mia cappella è subito dentro, con la tua lingua che mi passa ovunque soffermandosi sul frenulo e portando la mia eccitazione ancora oltre.

Adoro obbligare le ragazze a farmi pompini senza l’aiuto delle mani. Mi eccitano molto di più, devono concentrarsi nell’uso della lingua e delle labbra, sfruttare tutta la loro abilità. E si vede che questo non è il primo che fai.

Una mano scivola rapidamente sui tuoi capelli, ti preme la testa in modo che il mio cazzo ti entri più a fondo, sinché non sento le tue labbra premere sui miei peli e tu che cerchi di divincolarti mentre il mio membro ti riempie la bocca fino in gola e puoi a mala pena muovere la lingua sperando di calmare presto la mia eccitazione.

Mi muovo rapido dentro e fuori dalla tua bocca come se te la stessi scopando, ti lascio poi proseguire nei tuoi giochi di lingua, mentre sei tu a muoverti, accompagnata dalla mia mano, lungo la mia asta stretta fra le tue labbra.

Sento di essere ormai quasi al limite, di nuovo la mia mano preme la tua testa contro di me, sono dentro di te quando parte il primo getto caldo, subito seguito da altri, che ti riempie la bocca. Da brava capisci cosa voglio: lo tiro fuori, mi mostri il mio sperma che ricopre la tua lingua, ci giochi un attimo e poi lo ingoi come desideravo. Ormai semi molle, lo tengo ancora davanti al tuo viso, lascio che me lo ripulisci con delle lente leccate.

Chiudo la zip dei pantaloni prima di slegarti e sbendarti.

Ti accompagno fino alla porta, leggendo imbarazzo ma anche eccitazione nei tuoi occhi. Ti saluto e ti ricordo che d’ora in avanti quello sarà il nuovo metodo di pagamento, se vuoi che io continui a darti lezioni. Non hai scelta, non puoi dirmi di no. E ti eccita che io ti abbia in pugno.

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