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Addio al nubilato

Mentre l’uomo torna nell’atrio, io e Elena ci posizioniamo al centro della sala. Le luci sono accese, e non c’è modo che qualcuno possa entrare senza vederci. Elena si è lavata per bene, ma è rimasta completamente nuda. Si mette in ginocchio, spalle verso l’entrata, poi si piega leggermente in avanti e si apre le chiappe come il cassiere le ha ordinato di fare. Io rimango accanto a lei a guardarla incredulo. Se prima potevo avere un minimo di convinzione che si fosse fatta trascinare dagli eventi, che fosse stata obbligata a farlo, adesso è ovvio che vuole davvero farlo.

“Che cazzo ne so? Ma porca puttana, non ho nessuna intenzione di spender quei soldi… ”

Guardo i due uomini che sono appena entrati in sala e si sono bloccati alla vista di Elena a quattro zampe col culo aperto. Elena, sentendo l’arrivo degli estranei, ha avuto un fremito e si è irrigidita.

“Se non avete il biglietto speciale potete solo guardare!” mi sento dire.

Uno dei due si avvicina a noi, mentre l’altro tentenna sul posto. L’uomo che si è fatto vicino a noi – avrà una quarantina d’anni e non sembra aver molti soldi da spendere – osserva con attenzione la fica ed il sedere della mia bella amica.

“Alzati e fatti vedere bene”.

“No. ”

“Alzati e fatti vedere! Ho pagato per guardare”.

L’uomo ha ragione. Elena allora si mette in ginocchio, prende fiato e si alza, poi si gira a guardarlo. Lo sguardo del quarantenne la osserva con attenzione, studia ogni centimetro del suo corpo, soffermandosi in particolare sui seni sodi e sul delizioso boschetto di peli rossi.

“Che cosa compro col biglietto speciale?”

“… puoi… puoi mettermelo nel culo… ”

“E ti piace, prenderlo in culo?”

“… s–sì… ”

“Bene. A guardarti vali i cento Euro che chiedete, spero li valga anche il tuo bel culetto… ”

L’uomo torna verso il suo amico e i due parlottano, poi l’altro tira fuori il portafoglio e allunga dei soldi all’amico, il quale torna nell’atrio. Elena, senza dire una parola e senza bisogno che le si dica una parola, si rimette in posizione.

Passano sì e no una decina di secondi che entra in sala un altro uomo – un ciccione unto e sudato, che la quarantina l’ha passata di sicuro – che appena vede Elena fa un sorriso che gli parte da un orecchio e gli arriva all’altro e scoppia a ridere. Le si fa sotto e le piazza subito una mano sulla fica, con una violenza che la fa sussultare. Proprio in quella rientra il tizio di prima.

“Ehi, ehi, un momento! C’era prima io!”

“Vatti a fare un giro!”

“Leva le mani dalla ragazza – gli dico – o mi fai vedere il biglietto speciale o ti levi dai coglioni”.

L’uomo mi allunga un biglietto rosso, come quelli delle lotterie di paese, con il numero 1. Anche l’altro uomo mi mostra il suo biglietto, il numero 2.

“I posti sono numerati. Per incularvela dovete andare in ordine”.

“Cazzo! Stronzo di merda… !”

“Tu puoi consolarti con queste” dico, gettando verso il deluso le mutandine di Elena che avevo raccolto dal bagno. Mentre il ciccione si spoglia, l’altro uomo si inginocchia vicino alla mia amica e le accarezza la fica con il suo stesso tanga. Con estrema facilità glielo infila dentro, e il tanga scompare nell’intimità di questa bella ragazza dai capelli rossi che fino a pochi giorni fa mi era sempre parsa dolce ed innocente. Elena accoglie l’intrusione agitando i fianchi ma senza protestare, io sorrido e scuoto la testa. L’uomo viene però scacciato in malo modo dal ciccione, che infilza Elena per bene, entrando con comodità in quello sfintere già preparato prima dal cassiere. La mia bella amica sussulta e stringe i denti ad ogni assalto, l’uomo è ruvido e veloce, ed evidentemente per lui l’eccitazione di incularsi una figa come Elena è troppa, perché ben presto si scarica urlando dentro il sedere della mia bella amica.

“Oh, ca–a–zzooo… Ti… sborro… nel… cuulo… tro–i–a… ah, ah, ah… ”

Appena il ciccione si sposta, l’altro uomo le si fionda addosso e la penetra con decisione, affogando l’uccello nella sborra di chi l’ha appena preceduto, senza neanche lasciare ad Elena il tempo di prender fiato. Questo qui, nonostante l’attesa, va con più calma e si gode il momento, portandosi anche col corpo in avanti per strizzarle le tette. Poi, la afferra per i lunghi capelli e glieli tira indietro, costringendola ad inarcare la schiena mettendo così in splendido risalto il suo bel corpo.

Io, per la prima volta da quando la mia amica ha cominciato a dar via il culo, distolgo lo sguardo ed osservo la sala. Ci sono sei persone che osservano l’inculata: il ciccione, l’amico dell’uomo che sta facendo il culo a Elena, un ragazzino che faccio fatica a credere sia maggiorenne, un pensionato sessantenne che sembra sull’orlo di un infarto, un tizio che deve avere un 25 anni come me ed Elena, e un nero che probabilmente ha poco più di trent’anni.

“Chi ha il biglietto speciale?”

Il ragazzo che ha la mia età mi fa vedere il tagliando rosso con il numero 3, il nero ha il numero 4. Lo guardo meglio: sì, deve avere una trentina d’anni; è alto e ben piantato, con trecce rasta lunghe fino alle spalle; è vestito bene, di certo i soldi non gli mancano. Vedo che stanno arrivando degli altri spettatori, così obbligo tutti a sedersi per non impedire agli altri di guardare. I nuovi arrivati sono due slavi, entrambi col biglietto speciale. Torno da Elena e ho l’impressione che l’uomo stia per venire, anche perché vedo che la mia amica ha iniziato ad accompagnare i suoi colpi coi fianchi e ad accarezzargli le palle con una mano, evidentemente soddisfatta della situazione. E infatti l’uomo tira ancora pochi colpi, poi sussulta e geme e le viene in culo. Quando si tira indietro, Elena si rimette in posizione aprendosi di nuovo le chiappe con le mani.

“A chi tocca farmi il culo, adesso?”

“Tocca a me, Elena!”

Sentendosi chiamare per nome, Elena si volta di scatto. Appena vede il ragazzo balza in piedi, pallida come un cadavere, coprendosi istintivamente con le mani.

“Io e lei lavoriamo nello stesso ufficio – dice il ragazzo ad alta voce – come anche il suo fidanzato… ”

Sorrido e guardo Elena, che fa un passo indietro come per provare a scappare dal collega.

“Sdraiati sulla schiena, bella: voglio guardarti in faccia mentre te lo metto nel culo!”

“No… no, vai via… ”

“Col cazzo! C’hai goduto a farti spaccare il culo dal quel tizio, e adesso ti rifiuti di farti sbattere da me? Ho pagato come tutti gli altri, e sei tu che hai chiesto a chi toccasse… ”

“No… tu no, ti prego… io… ”

“Tu sei molto più troia di quanto pensassi… ma non ti preoccupare: non ho intenzione di dirlo a Marco. Basta che adesso ti metti per terra”.

In silenzio, con gli occhi bassi, Elena si sdraia.

“Spalanca le gambe e tira su il culo”, le dice il collega sbottonandosi i calzoni. Tutti ci avviciniamo per vedere meglio. Elena mi lancia uno sguardo spaventato, ma non posso – non voglio – interrompere gli eventi. È sudata e pallida in volto, le lentiggini che le coprono gli zigomi e le spalle risaltano ancora di più, ma la mia bella amica è ora sdraiata per terra a gambe larghe, e la mia attenzione è rivolta alla sua dolce fighetta rossa e al sedere sollevato e pronto ad essere nuovamente infilzato.

Il suo collega le si piazza sopra sorridendo. Lei lo guarda con gli occhi spalancati, con il mento che trema dalla paura, come se stesse per scoppiare a piangere.

“Dio, Elena: non hai idea di quanto ho invidiato Marco quando avete iniziato a uscire insieme… un pezzo di figa come te con una merda come lui… Cazzo… in ufficio fai la ragazza a modo, educata… di classe… e invece guardati qui, che zoccola che sei… ”

Elena si morde il labbro inferiore quando il collega spinge, e inizia a respirare affannosamente per la tensione di quello che sta succedendo, per via di chi la sta inculando. La posizione non dev’essere particolarmente comoda, per una penetrazione anale, ma l’uccello del ragazzo le entra lentamente nel sedere.

“Oh, sì… cazzo, non ci posso credere… Te l’ho messo nel culo, Elena. Mamma mia, te l’ho messo nel culo… ”

Gli sguardi dei due si incrociano, e di nuovo Elena sgrana gli occhi impaurita, poi li chiude per la vergogna. Il ragazzo sorride di nuovo mentre inizia a pompare lentamente nel culo della nostra comune amica.

“Lo senti? Lo senti il mio cazzo che ti va dentro e fuori dal culo, eh? Eh?”

“S… sì… sì, Luca: lo sento… ”

Luca la bacia sulle labbra, e si china per succhiarle un capezzolo.

“Oh, no… per favore, no… ”

Ma il ragazzo torna a guardarla negli occhi.

“Ti sto inculando, Elena. Cazzo, ti sto inculando… Dio, e che gran culo che hai… ”

D’improvviso, la afferra dietro le ginocchia e riesce a portarle le gambe sotto il proprio corpo, in modo che il suo sedere sia più aperto e l’inculata sia per lui più comoda. E infatti, inizia subito a tirarle delle grandi bordate nel culo.

“Oh… oh… oh… ti prego, Luca, basta… ti prego… ”

“Lo decido io, quando basta… E l’ho visto come t’è piaciuto prenderlo da quell’altro. Dovresti essere contenta, che adesso hai un cazzo di tutto rispetto che ti lavora il culo!”

Facendo peso ancora di più su di lei, Luca la bacia in bocca, questa volta infilando la lingua. Elena è completamente piegata su se stessa, praticamente appoggiata per terra solo con le spalle. Senza neanche rendermene conto, io mi avvicino a un passo da loro per meglio guardare la mia bella Elena prendersi nel culo l’uccello di un suo collega.

“Oh, cazzo… se quel cornuto del tuo fidanzato ti vedesse adesso… ”

Elena spalanca gli occhi, terrorizzata dalla possibilità che Luca racconti qualcosa in ufficio.

“Stai tranquilla: non ho intenzione di rinunciare al tuo bel culetto vellutato. Questa serata rimarrà il nostro piccolo segreto, almeno fino a quando ti lascerai sfondare le chiappe da me!”

“Oh mio Dio, Luca, no… ”

“Oh mio Dio, Elena, sì!”

Per dar più forza alla situazione, Luca inizia a tirare colpi più decisi degli altri.

“O mi lasci usare il tuo culo come svuotacoglioni personale, oppure racconto in ufficio cos’è successo. E allora vedrai come Marco ti apre il culo per davvero… !”

“Ah… ah… no… no, ti… prego… non… farlo… ”

Luca le pianta l’uccello tutto il fondo al culo e si ferma lì, poi le stringe la gola con una mano.

“Il tuo culo per il tuo matrimonio: allora?”

“Oh… Va bene, sì… ”

“Sì cosa?”

“Sì… potrai incularmi ogni volta che vorrai… ma ti prego, non dire niente a nessuno, in ufficio… ”

Sorridendo, Luca inizia di nuovo a pistonarle il culo a gran velocità, e ben presto si avvicina all’orgasmo.

“Oh… oh cazzo, Elena: sto per venire… sto per venirti nel culo… cazzo, Elena ti sborro nel culo! Porca troia, vengo! Ti… sbor-ro… nel cu-lo… Ah… Sì… !”

Nuovamente, i loro sguardi si inchiodano l’uno dentro l’altro mentre l’uccello di lui spara nel sedere di lei tutto lo sperma che ha nei coglioni. Luca, stremato, rimane per un paio di secondi sdraiato sopra il corpo di Elena, che cerca subito di toglierselo di dosso, quasi schifata. Luca, allora, si rialza e la mia bella amica si mette a sedere, coprendosi il volto con le mani per la vergogna.

“Puliscimi il cazzo, adesso”.

Elena lo guarda e scuote la testa con decisione ma senza dire una parola, chiaramente sconvolta da quello che è appena successo, ma Luca la afferra per i capelli e la obbliga a prenderglielo in bocca.

“Oh cazzo, che bocca… Lo sapevo, che eri anche una gran pompinara… Dai, è meglio che ti ci abitui, perché non ho intenzione di mettermi a lavorare con l’uccello sporco della tua merda dopo che ti avrò aperto il culo nei bagni della ditta!”

“E dov’è questa ditta, che magari veniamo a trovarvi?”

La battuta del vecchio fa scoppiare tutti a ridere. Tutti tranne Elena, che lecca in silenzio il cazzo del collega.

Quando si ritiene soddisfatto, Luca si allontana da lei e si riveste. Faccio un cenno col capo al nero, ma lui fa segno di no con la testa.

“Voglio che si svuoti, prima”.

Elena mi guarda, poi guarda per la prima volta il suo pubblico. La vista di quegli uomini che sono qui per lei, alcuni dei quali hanno pagato per potersela inculare, la spaventa, ma si accoscia e inizia a spingere fino a farsi uscire un po’ della sborra che ha nel culo, poi ancora un po’, e poi il liquido inizia a colare lentamente fino a terra.

“Oh cazzo… !”

L’amico del quarantenne si sbottona in fretta i pantaloni e le si avvicina per farsi succhiare l’uccello ma Elena ritrae la testa per evitare di prenderglielo in bocca. Ma non avrebbe comunque fatto in tempo a succhiarglielo, perché l’uomo le viene addosso con i getti di sborra che la colpiscono in faccia e sul seno. Elena si pulisce con le mani e ingoia anche quest’ultima dose di sborra, ben sapendo che qualcuno l’avrebbe comunque obbligata a farlo. Ma tra i suoi lunghi capelli rossi rimane qualche striatura bianca che le danno un’aria da gran troia.

Il nero si alza e lei lo osserva con attenzione. È chiaro che con un uomo di colore non l’ha mai fatto. Il tipo si spoglia con calma, mettendo in mostra un bel fisico muscoloso e – soprattutto – un cazzo davvero notevole. Elena rimane ad osservarlo in silenzio, con gli occhi spalancati e la bocca socchiusa. Immagino più dalla paura che dalla sorpresa: un cazzo così, nel culo, le farà male nonostante tutti i colpi che s’è presa oggi. Senza dire una parola, si rimette in posizione. Io mi sposto per osservare meglio e anche gli altri si portano ad un passo da loro, quasi questo fosse il main event della serata…

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