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I piaceri di Saffo

Il giorno successivo avevo matematica. Se mi fossi aspettato un trattamento di favore per il rapporto che si era instaurato fra me e il professore sarei rimasta delusa; mi trattò come i miei compagni di classe, fui interrogata e ricevetti anche un rimbrotto per un errore che feci. Neanche Clara mi tratto meglio il giorno successivo, tanto che mi chiesi se non avessi sognato. Quella sera tirai fuori il diario dal suo nascondiglio e vi stesi il resoconto della mia avventura del giorno prima cambiando naturalmente il nome dei miei partners.

I giorni si susseguivano monotoni senza che ne Leo ne Clara mostrassero per me alcun interesse, fu solo il martedì successivo che durante l’ora di educazione fisica la professoressa nel correggere la posizione delle mie braccia mi sussurrò:

- Vuoi venire da me oggi? Ma presto mi raccomando!

Sperai che nessuno avesse totato il rossore che invase il mio viso mentre davo il mio consenso.

Subito dopo pranzo, accampando il pretesto di andare in biblioteca uscii dicendo che sarei ritornata non prima di cena. Camminavo leggera pregustando il piacere che sapevo non sarebbe mancato; eravamo a meta febbraio e il freddo era pungente ma non lo sentivo neppure, guardavo con compassione i passeggeri del bus sul quale ero salita, solo io pensavo, avrei avuto un pomeriggio unico, colmo di soddisfazioni.

Arrivai senza accorgermi davanti al portone di Clara, suonai, la voce cristallina della mia nuova amica chiese:

- Sei tu Diana? Sali!

Si udì un ronzio, il portone si apri, entrai. In ascensore il mio cuore cominciò a battere all’impazzata.

- Devo essere naturale, non voglio deluderli qualsiasi cosa mi chiedano. Voglio conoscere tutto, fare tutto!

Clara venne ad aprirmi con addosso un corto accappatoio di spugna, doveva essere appena uscita dalla doccia perchè i suoi capelli erano ancora bagnati, in mano aveva un asciugamano col quale riprese ad asciugarsi la testa appena fui entrata.

- Mettiti comoda cara. Se vuoi puoi fare anche tu la doccia; Leo tarderà un po… Oh Ohhh come sei elegante!

Mi ero tolta il cappotto. Questa volta avevo indossato una gonna scozzese ampia e per la verità un po corta che metteva in risalto le gambe che sapevo diritte e gradevolmente tornite. Speravo che il professore mi toccasse come l’altra volta, le sue mani avrebbero incontrato soltanto la mia pelle perchè… non avevo messo le mutandine…

La donna entrò con me nel bagno sedendosi sullo sgabello davanti alla specchiera e prese a spazzolarsi i capelli. Cercai di spogliarmi il più rapidamente possibile.

- Neanch’io indosso l’intimo in certe occasioni. E’ molto comodo!

Si era voltata verso di me e mi guardava sorridendo. Colta sul fatto rimasi imbambolata a fissarla, Clara davanti alla mia buffa espressione scoppiò a ridere, non riuscii a trattenermi e scoppiai a ridere anch’io. Ora che il ghiaccio era rotto mi sentivo a mio agio. Era veramente simpatica, chiacchierammo di vari argomenti mentre mi lavavo. Quando mi fui asciugata disse:

- Rimani cosi. Mi hai trovato in accappatoio perché qualcuno avrebbe potuto vedermi mentre ti facevo entrare. Me lo tolgo subito… ecco! In casa mi piace essere nuda, per questo ho fatto delle modifiche all’impianto di riscaldamento, anche Leo si spoglia appena entra.

Si era tolto l’accappatoio, fini di pettinarsi quindi prese i miei indumenti, li piegò con cura e mi precedette nella sala dove li posò su una sedia.

- Ti va un caffè?

Un’arcata separava la sala dalla cucina, mi sedetti su una poltrona mentre la donna era indaffarata davanti ai fornelli. Si muoveva con una naturalezza che invidiavo ma che presto mi contagio, si, era bello essere nude, mi sentivo più libera senza le inibizioni imposte dalle convenzioni, guardavo senza vergogna quella donna dal corpo splendido che nel muoversi rivelava ogni dettaglio della sua anatomia.

Ora che era voltata, ammirai il collo eretto, le spalle da ginnasta, la schiena diritta, la vita sottile, la curva armoniosa delle anche, le natiche rotonde e abbastanza prominenti da far sognare qualsiasi uomo. Teneva le gambe leggermente divaricate cosi che potevo vedere sotto la morbida curva dei glutei, il ciuffo dei peli rossicci che si divideva facendo indovinare più che vedere l’apertura del suo sesso.

Le cosce formavano all’attaccatura delle natiche due pieghe deliziose, belle da baciare; teneva le gambe tese, il mio sguardo scese lungo i polpacci, le caviglie, i piedi anch’essi nudi e risalì attirato come da una calamita dal cespuglietto fulvo. Ricordai che proprio lì Leo aveva applicato la bocca scatenando il piacere della donna. Arrossii, Clara mi stava guardando da sopra la spalla; colse il mio sguardo e sorrise…

- Ti piaccio vero? Anche tu mi piaci, é bello essere guardate come mi guardi tu!

Si era nuovamente voltata per sorvegliare il caffè che stava gorgogliando ma non cambiò posizione. Riprese subito il filo del discorso.

- Lo stare nudi implica una sorta di purezza. Adamo ed Eva erano nudi e facevano all’amore quando volevano come Leo e io. Lo facciamo in tutte le posizioni, anche in piedi, a volte mi fa venire cinque o sei volte, non sono mai sazia! Anche con le donne faccio all’amore quando una mi piace, é diverso che farlo con un uomo ma sono molto più morbide e sensibili. Mi piace anche masturbarmi quando uno spettacolo arrapante mi solletica… come quando Leo ha fatto all’amore con te. Sono venuta insieme a te, lo sai?

Ritornò portando su un vassoio due tazzine, mi fece servire, prese l’altra tazzina e posò il vassoio sul tavolino. sI comportava come si comporta una padrona di casa con un’ospite di riguardo, mi chiese quanto zucchero volevo e mentre sorseggiavo la bevanda si rivelò:

- Non l’ho mai fatto con una ragazza giovane come te. Tu lo vuoi vero? Sara un modo piacevole per aspettare l’arrivo di Leo non trovi?

Ora che l’aveva detto, mi accorsi che era la proposta che speravo facesse da quando avevo visto che era sola. Prese la mia tazzina e la posò sul vassoio.

- Allora? Chiese. Era talmente bella che temetti di deluderla.

- Oh… non l’ho mai fatto, non so se sarò capace.

- Si che lo sarai! Vieni!

Mi prese per mano e mi condusse lungo il corridoio. Il letto era preparato come la prima volta. Clara mi fece cenno di salire accanto a lei, mi allungai felice di essere desiderata da una donna cosi bella, la sua presenza calma e sorridente mi rassicurava. Ora che sapevo quello che si aspettava da me mi rilassai sistemando il cuscino sotto il mio capo, guardai fiduciosa la mia nuova amica chinarsi su di me. Il contatto dei suoi seni sul mio petto mi fece fremere.

- Cielo come sono sodi… e caldi! Pensai.

Clara mi accarezzò lentamente il viso osservandomi con occhi dolcissimi, vedendo che guardavo le sue labbra, le poggiò sulle mie in un lieve bacio. Quando sollevò il viso vide le mie labbra dischiudersi in attesa. Calò nuovamente la bocca e mi baciò lungamente accarezzando la mia lingua con la sua, lambendola soavemente, aspirandola per suggerla poi esplorò la mia bocca muovendo il viso, si lasciò suggere, mi leccò le labbra, le imprigionò fra le sue suggendole dolcemente…

Si sollevò. Il suo viso esprimeva il desiderio che provava, anche i miei sensi si erano risvegliati, il calore che sentivo nel ventre aveva inumidito la mia passerina.

- Oh Clara… Sospirai.

I suoi occhi si addolcirono, guardò il mio petto, vi passò la mano seguendo coi polpastrelli il contorno delle mie aureole, al tocco delle sue dita sentii i miei bottoncini tendersi.

- Fra poco avrai delle belle tettine lo sai? Vedi le tue aureole come sono gonfie? Rivelano il tuo temperamento, sei appassionata e molto focosa! Anche i tuoi capezzoli sono molto sensibili…

Il contatto delle dita sulle mie ciliegine mi strappò un gemito.

- Lo vedi? Appoggiò la bocca su una delle mie cosine lenendo con la lingua il dolore che provavo ma il suo caldo contatto aumentò la mia eccitazione che raggiunse il culmine quando prese a flagellarle con piccoli colpi passando dall’una all’altra.

- Mhhh… Clara, cosa mi fai !

- Ti piace? Anche a me piace sai?

Si protese porgendomi i seni, mi guardò mentre sollevavo il capo, Appena la mia bocca fu sotto una delle punte, spinse il capezzolo fra le mie labbra.

- Mhhh… piccola… si, cosi!

Avevo appena aperto la bocca che lei vi schiaccio il seno costringendomi a spalancarla. Sentii sulla lingua premere il capezzolo, fui stupita del suo turgore, lo titillai adagio poi incoraggiata dai sospiri di gradimento che udivo agitai la lingua facendo vibrare il delicato bottoncino.

- Ohh Diana… cosi mi fai male… dolcemente… si… brava… mhhh…

Imparai presto a stuzzicarlo con la punta, girando attorno alla cara protuberanza che si inturgidì ancora di più mentre con le labbra incollate alla mammella la suggevo come fosse un biberon.

I sospiri di Clara si trasformarono in flebili lamenti, si sollevò offrendomi l’altro seno, mosse il busto strusciando le mammelle sulla mia bocca, allungai la lingua lambendo i bei promontori che ben presto furono ricoperti di saliva.

Ero felice di essere proprio io la causa dei sospiri e dei fremiti che agitavano quella donna cosi bella che a tratti esprimeva il suo apprezzamento con frasi mozze:..

- Diana… Ohh ci sai fare con la bocca… Mhh… mi hai messo il fuoco addosso lo sai? Oh cara… sei dolcissima…

Si sollevò. Un lieve rossore imporporava le sue guance, i seni stupendi luccicavano e si muovevano al ritmo del suo respiro, il suo sguardo scese lungo il mio corpo fermandosi a fissare il cespuglio che ombreggiava il mio ventre. Ero emozionatissima, prima che parlasse conoscevo gia il senso delle sue parole.

- Mi fai vedere la tua passerina?

Gli occhi nei miei occhi aspettava la risposta che gia conosceva. Annuii poi prendendo coraggio:

- Anch’io vorrei guardarti!

- Certo ma… aspetta, dammi il cuscino.

Prese il cuscino mettendolo assieme al suo sotto le sue reni poi:

- Adesso vieni sopra di me, ma prima girati!

Mi voltai con il capo all’altezza del suo ventre e scavalcai con un ginocchio il suo viso, lei portò i piedi contro il sedere e apri le gambe. La pressione delle sue mani mi fecero divaricare maggiormente le ginocchia.

Sapevo di essere aperta sopra di lei e questo mi rese euforica,

- Me la sta guardando, me la sta guardando!

Questo pensiero aumentò la mia eccitazione. Per lunghi istanti non successe nulla, le gambe divaricate di Clara attiravano il mio sguardo sul cespuglio fulvo che mi sforzavo di non guardare ancora concentrando la mia attenzione sulle colonne lisce delle cosce bellissime. I calzoncini che indossava nell’insegnare avevano sfumato l’abbronzatura all’attacco delle natiche appena sopra la piega degli inguini rendendo il contrasto estremamente eccitante… La voce della donna mi distolse dalla mia contemplazione.

- Leo aveva ragione, hai veramente una bella fichetta! Ti piace la mia?

Solo allora osai posare gli occhi sulla sua femminilità. Sul cespuglio folto e arruffato che mostrava nel mezzo una depressione dove i peli umidi erano come appiccicati fra di loro; mentre guardavo lei divaricò al massimo le cosce fino a posare entrambe le ginocchia sul letto. I peli si divisero rivelando il sesso che si apri lentamente come uno scrigno.

Fino ad allora avevo visto soltanto il sesso di Lina e naturalmente il mio, mi resi conto che i nostri erano sessi di ragazzine non interamente sviluppati mentre quello che avevo sotto gli occhi era veramente una ‘ fica’, l’oggetto del desiderio di ogni uomo e anche di molte donne. Guardai meravigliata le labbra spesse e gonfie bordate in alto da peli folti che diradavano scendendo fino a diventare una fine peluria dove le labbra si congiungevano…

La posizione inarcata della donna faceva si che queste apparivano aperte e divise da una valle rosea, delle labbra sottili si innalzavano sporgenti e turgide mostrando in basso l’ingresso umido e misterioso della vagina e proseguivano per gran parte della vulva terminando nella cresta gonfia del clitoride. Lo scintillante umidore delle carni delicate testimoniava dell’eccitazione che la donna provava. Dissi vergognosa:

- La mia é una passera da ragazzina mentre la tua é… stupenda!

Mi stava accarezzando il culetto, la udii ridere.

- Sciocchina, la trovo bellissima! Hai il picciuolo teso e gia sviluppato, deve essere sensibilissimo vero?

Il mio sguardo non si staccava dal bel sesso, un breve tratto lo divideva dall’ano bruno, la lieve peluria che lo bordava e che proseguiva sfumando fra le natiche completavano il quadro. Chiesi sorpresa:

- Il picciuolo… cos’é?

- E’ questo tesoro… ti piace?

- Mhhh… Stava passando le dita sulla mia lumachina! Come poteva non piacermi? Sospirai, era bellissimo il modo che aveva di accarezzarla, si interruppe per intingere le dita nella mia vagina e riprese il dolce massaggio. Sospirai:

- Oh si… é bellissimo!

Con l’altra mano mi accarezzava l’interno delle cosce vicino alla passerina, ne sentii le dita sul rilievo delle labbra poi all’interno di esse, su tutta la fichina.

- Sei gia bagnata… anch’io, guarda!

Era vero, come mi attirava la fica di Clara! Le labbra brune pulsavano aspettando il mio omaggio; lo specchio rifletteva la mia immagine carponi sulla donna dal corpo arcuato per i cuscini che sollevavano le sue reni, le gambe spalancate… Si stava offrendo, e io che non osavo ancora! Venne in mio aiuto:

- Sai cosa voglio farti vero?

- Si, lo so… vuoi baciarmi li!

- Lo desidero molto… tu lo farai a me?

- Oh… si che lo voglio!

- Piccola cara dalla fichetta deliziosa, non vi é uomo che sia degno del taglio stupendo che hai fra le cosce… Solo una donna può rendergli l’omaggio che merita, bere il miele delicato che secerne…..

Senza aspettare, con entrambe le mani allontanò maggiormente le mie ginocchia facendo abbassare il mio bacino. Prima che mi rendessi conto il mio ventre entrò in contatto coi seni della donna e la mia fichina si posò sulle sue labbra, morbide… calde…

Prese subito a leccarmi. Fu una cosa dolcissima che ebbe il potere di fugare ogni mia inibizione, mi chinai e sui gomiti abbracciai le sue cosce. Mi colpi il profumo particolare del suo desiderio che si fece intenso quando avvicinai la bocca all’apertura del suo grembo, la sentii trasalire al contatto della mia lingua e anche se era il primo sesso femminile che baciavo avevo compiuto quell’atto tante volte nelle mie notti insonni quando ad occhi spalancati nel buio mi masturbavo vedendomi nell’atto di leccare la passera di Lina, che stavo semplicemente mettendo in pratica il frutto delle mie fantasie di adolescente viziosa.

Ma nelle mie elucubrazioni erotiche non vi era il fiato di Clara che il viso incuneato fra le mie cosce alitava nella fichetta che baciava sapientemente, non vi erano le mani che percorrevano la mia schiena, si aggrappavano al mio culetto per muovermi e strusciare sulla sua bocca, non vi erano i seni duri che sentivo sotto di me, i capezzoli irti che graffiavano il mio ventre, i miei lamenti, i sospiri di Clara…

Avevo chiuso gli occhi per non perdere nessuna delle sensazioni che provavo, la mia bocca percorreva lentamente la calda vulva esplorando con la lingua le carni lisce, profumate, dal sapore acre. La posizione arcuata dovuta ai cuscini che aveva messo sotto le reni sollevava il ventre della donna costringendomi a protendermi e a pesare su di lei mentre baciavo il suo sesso.

Oh fu una cosa indimenticabile, un piacere sottile si irradiava dal mio ventre invadendo tutto il mio corpo, alimentando la lussuria che sfogavo leccando la fica di Clara con una voluttà di cui non mi credevo capace, arrivando fino a immergere la lingua nella vagina, a spingerla in profondità, ritirandola pregna dei succhi del suo piacere, immergendola ancora e ancora come fosse un pene, le labbra incollate alla soave apertura, incoraggiata dai gemiti che si levavano dalla mia compagna.

Aveva preso a muoversi non per sfuggirmi ma per meglio offrirsi alla bocca che la frugava arrivando a chiudere le gambe sul mio viso imprigionandolo nella morsa delle cosce che poi spalancava lasciandomi esplorare l’intero taglio, su fino alla cresta del clitoride che flagellavo a piccoli colpi prima di serrarlo fra le mie labbra e suggerlo avidamente stimolata dal piacere che saliva dalla mia fichetta che la bocca di Clara portava rapidamente al parossismo. I nostri gemiti empivano la stanza trasformandosi in grida di lussuriosa esultanza…

All’approssimarsi dell’orgasmo le bocche si fecero frenetiche, i nostri corpi percorsi da fremiti sussultavano, la donna sollevava ed abbassava il bacino, i piedi puntati sul letto, i muscoli tesi nello sforzo sollevandomi come un fuscello, rendendo dolorosi i capezzolini che sfregavano sul suo ventre.

Spalancai la bocca sul sesso che stavo baciando, urlai chiudendo le cosce cercando di sfuggire alla donna che mi baciava avidamente… ma ormai ero agli stremi. Cedetti alle mani che mi aprivano e mi abbandonai.

L’orgasmo arrivò in ondate che squassarono il mio corpo facendomi perdere la coscienza delle mie azioni, mossi la bocca come un’ossessa, trovai il picciuolo della mia compagna, lo mordicchiai, lo succhiai, lo leccai sorda alle grida che udivo, ai fremiti che scuotevano il corpo sotto il mio.

- Dai… dai… adesso… ahhh… adessooo! Urlò al culmine dell’orgasmo, mi sentii venir meno! La bocca incollata al mio sesso mi svuotava bevendo il mio godimento mentre mi sentivo innondare dai getti improvvisi del suo piacere.

Ritornai lentamente in me e mi sollevai, Clara si alzò e con un tovagliolo asciugò prima la mia bocca poi la sua quindi ci recammo in bagno a rinfrescarci.

Piu tardi in salotto fumai la mia prima sigaretta che Clara mi offri seduta di fronte a me e mentre volute di fumo si levavano sui nostri capi, ruppe il silenzio.

- Sei pentita?

- Oh no… é stato bellissimo! Ero arrossita, lei mi sorrise.

- Siamo venute assieme sai? Sei stata bravissima, hai visto che sei capace? E’ bello piacere tanto a una persona da indurla a farti godere con la bocca.

- Si, con te é stato facile… ma con Leo…

- Non ti piace?

- Si… però la settimana scorsa non ho osato.

- Puoi provare oggi! Per lui sarà una piacevole sorpresa, gli sei piaciuto moltissimo, dice che sei talmente spontanea che é un vero piacere fare all’amore con te.

Cielo com’era bella Clara! Mi sembrava impossibile che pochi minuti prima eravamo una nelle braccia dell’altra intente a darci piacere. Non volevo deluderla, dissi:

- Si, voglio farlo… Mi interruppe.

- Il fellatio come pure il cunnilingus… si, quello che abbiamo appena fatto, non é soltanto un piacevole preliminare, é un modo per conoscere a fondo il proprio partner, ci fa essere spontanei e ci riporta alla nostra innocenza quando il solo modo per conoscere il mondo circostante era quello di esplorarlo con la bocca per apprezzare ogni forma, sentire i sapori… Si deve essere disposte ad andare fino in fondo, cosi che se il maschio lo gradisce, devi essere pronta a ricevere il suo piacere come poco fa hai fatto con me. Cosa dici, vuoi ancora farlo?..

Ricordai il liquido caldo che aveva irrorato il mio corpo quando avevo scopato con Leo, il profumo che aveva colpito le mie nari… Trasalii ma risposi:

- Si…

- Brava! Leo dovrebbe arrivare a momenti. A proposito, ci sposiamo attorno alle vacanze di Pasqua! Sei la prima a saperlo, naturalmente sei invitata. Vedendomi arrossire aggiunse:

- Sciocchina, non cambia nulla! Quello che facciamo non c’entra con l’amore anzi, condividere con te il piacere ci rende ancora più innamorati!

In quel momento suonarono alla porta, Clara mi fece cenno di andare ad aprire. Mi accertai che fosse proprio lui, il professore e aprii celandomi dietro al battente affinchè nessuno vedesse la ragazzina nuda che dava il benvenuto al severo professore.

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