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Innocenza e Perversione! (3°parte)

La voglia di vivere i tuoi vent’anni abbandonandoti al dolce piacere della perversione.

Grazie a chi vorrà inviarmi commenti o… critiche..

_______________________________________..

Tu al suo fianco, e la notte è ancora giovane

Tu al suo fianco a ripercorrere quelle strade poco illuminate, in una Parigi che vive e che vuoi vivere

Senti quel tuo fuseaux nero, indossato senza slip, umido di te, avvolgerti il ventre, insinuarsi in te

Muoversi ad ogni passo, perversamente eccitante, accarezzandoti, sfiorandoti,

Senti la voglia appena appagata riaccendersi

Senti ancora nella bocca il suo sapore e la luce si riaccende nei tuoi occhi al ricordo di ciò che perversamente hai appena vissuto.

Lo segui, attraverso quelle vie sconosciute, verso l’ingresso della metropolitana

Scendi con lui lungo quelle scale, in attesa lungo quei binari, con poca gente attorno a voi, chiedendoti cosa ancora ti porterà a vivere

Cosa ancora saprai vivere, vuoi vivere

Con un cenno ti indica di salire su una carrozza, assurdo quel silenzio tra voi da quando siete usciti da quel locale, assurdo eppure eccitante

Ti invita a sederti ma… non si siede accanto a te, resta in piedi, più lontano, pur fissandoti

Mentre la metro parte prende il suo cellulare, capisci che vuole che tu faccia altrettanto (per fortuna a Parigi le linee cablate permettono le comunicazioni anche nel metrò)

Squilla

Lo guardi

Lo ascolti mentre ti fissa da lontano

Mentre la sua voce calda risveglia il tuo corpo, mentre le sue parole ti guidano

Mentre il tuo viso si accende d’imbarazzo al sentire ciò che dice, chiede e… davanti a te uno sconosciuto, perso nei suoi pensieri

Ascolti le sue parole al cellulare

E sul filo di quelle parole lo segui

Accavalli le gambe, come lui ti chiede, al ritmo ossessivo delle sue parole contrai le cosce, rilassandole poi, ed ancora le contrai

Una carezza sfinente

Una lenta masturbazione nascosta

Sentendo il tessuto morbido dei tuoi pantaloni impregnarsi di te

Sentendo la tua voglia pulsare violenta nel ventre

Fissandolo e sentendo su te lo sguardo di quello sconosciuto

Che forse capisce, sospetta, pur se finge di nulla

Il ritmo delle parole di Enrico accelera e tu con lui aumenti i tuoi movimenti nascosti

Senti il tessuto teso sulle labbra gonfie di voglia, infilarsi tra loro, premere sul clitoride turgido e sensibile

Più rapide le sue parole, più veloci i tuoi movimenti segreti

Mentre schiudi le labbra respirando più in fretta

E lui ti chiede di slacciare quel giubbino, guardandoti con un perfido sorriso

Senza smettere quegli eccitanti movimenti slacci il giubbottino, lo apri un poco, sai cosa vuole

Vuole che mostri il tuo seno eccitato gonfiare quel top

Che mostri i tuoi capezzoli tenderlo e premere, testimoni della tua voglia

Ora lo sguardo dello sconosciuto è più attento

Ora non può sfuggirgli il tendersi e rilassarsi dei tuoi muscoli sotto quel tessuto leggero e aderente

Non può non capire dal tuo viso ciò che senti

E le parole di Enrico si susseguono, eccitanti, evocando sensazioni, ricordando ciò che hai vissuto

Promettendo ciò che vivrai

E tu persa nei suoi occhi, da lontano sei sua

Poi…

Una lunga pausa

Silenzio

Lo guardi interrogativa, da lontano

Rabbrividisci per un attimo sentendolo chiederti… scandendo bene le parole

Di…

Schiudere lentamente le tue cosce, ORA

Hai un attimo di esitazione

Sai che quel fuseaux così attillato, nero, non può celare quella macchia di umida voglia che traspare

Sai che lo sconosciuto la vedrà

Capirà

Trattieni il respiro, il viso di porpora, ma lentamente, fissando gli occhi di Enrico

Schiudi le gambe

Lasci che sia palese ciò che senti

Lasci che quella voglia che macchia i tuoi pantaloni si mostri

Mentre il tessuto bagnato avvolge il tuo sesso, lo stringe, ne disegna le forme, scava in te

E senti gli occhi dello sconosciuto su te

Quasi in te

Imbarazzo

Un po’ di timore

… eccitazione perversa

e ancora le parole di Enrico al cellulare

“alzati valentina, ora, raggiungimi”

ti alzi di scatto

ti avvicini a lui lungo la carrozza

seguita dallo sguardo lubrico di quello sconosciuto spettatore della tua voglia

il cuore in gola

il corpo teso

l’attesa

sei davanti a lui ora

sembra ignorarti

per mantenere l’equilibrio ti afferri alle maniglie, sollevando il braccio,

lui si sposta dietro te

lentamente senti il suo ventre premere sulle tue natiche

senti il suo sesso teso, gonfio di voglia, premere, invitare, eccitare

le sue mani sfiorano i tuoi capelli, accarezzano le tue spalle

ti stringono contro lui

facendoti voltare verso di se

senti il suo ventre premere il tuo accompagnato dai sussulti del treno in corsa

lo senti muoversi sfacciatamente, quasi a scoparti nella notte di quel metrò

lasci che l’istinto ti accenda

accompagni i suoi movimenti

lo inviti, lo cerchi

lo vuoi

e non bastano certo pochi strati di tessuto a frenare la tua voglia, la vostra voglia

il metrò si ferma

ti prende per mano

scendete

la stazione semivuota

ti guida lungo scale mobili

corridoi

in silenzio

verso… un bagno

entrate, quasi di corsa, in quel bagno deserto

non ti importa che sia pulito

non ti importano odori che schiaffeggiano le tue narici

ora vuoi lui

non importa dove o come

la porta di uno stretto bagno si chiude alla vostre spalle, le tue mani appoggiate alla parete di fronte

le gambe aperte, le natiche protese verso lui

la sua mano decisa

su quel fuseaux, tra le tue cosce

a stringere

frugare

eccitare ancor più

mentre un roco gemito sfugge dalle tue labbra

con un gesto deciso abbassa i tuoi pantaloni

il rumore della sua zip

il turgore del suo sesso sulle tue natiche

tra le tue natiche

più giù, a bagnarsi della tua voglia, a scivolare sul tuo sesso fradicio

ad occhi chiusi la tua mente ti vede come sei

china contro quella parete

i pantaloni abbassati a metà coscia

le gambe aperte e il suo sesso a frugarti

le sue mani afferrano i tuoi fianchi

lo senti spingere

ti senti aprire

piano

lentamente

ti mordi le labbra mentre la mente è annebbiata dalla voglia perversa di sentirlo in te

spingi verso lui

ma perversamente ti sfugge

solo la punta del suo sesso in te

quasi a farti illudere e… aspettare

volti il capo verso lui

fissandolo

quel sorriso che ormai conosci sul suo volto,

le tue labbra si schiudono

parole sgorgano dalla gola

chiedendo

“scopami, ti prego scopami, voglio il tuo cazzo, voglio godere come una cagna, scopami”

non ti importa se oltre la porta di quel piccola bagno altri possono sentire, giudicare

non ti importa di nulla

solo di… sentirti colmare, prendere fino in fondo

sentirti scopata nel cervello oltre che nella figa fradicia

ma i suoi movimenti sono sempre lenti, misurati

guardando i tuoi occhi, sfidandoti quasi

senti lacrime bagnarti gli occhi

rabbia e desiderio violento

mentre ancora spingi le tue natiche contro lui, cercandolo

e ancora le sue mani strette ai tuoi fianchi ti frenano, ancora sfugge

e la sua voce ora

che odi ed ami

la sua voce incalza

chiedendoti cosa vuoi, chiedendoti cosa sei

chiedendo…

il tuo cervello ormai avvolto dalla nebbia calda dell’eccitazione

il corpo scosso da sussulti di desiderio che vogliono essere appagati

oltre ogni vergogna ed imbarazzo ora

chiedi, ancora

chiedi di essere fottuta come una cagna

urli quasi il tuo piacere di sentirti puttana tra le sue mani

e ad ogni parola uno spasmo più forte nel ventre

voglia che cola tra le cosce, bagnandole, e lui un po’ più in te

… le tue parole ora, senza nessun imbarazzo

anzi con il sottile perfido piacere di dire ciò che altre volte avresti voluto dire, ma il timore di esser giudicata ti faceva rimangiare

e ancora ad ogni parola lui un pò più in te

e finalmente un colpo deciso

finalmente sentirlo sbattere contro l’utero

finalmente le sue mani forti serrare i fianchi e guidarti

contro lui

più veloce

più in fondo

e…

di colpo esce da te

trattieni il fiato, aspettando di sentirlo ancora in te

di sentire ancora aprirti e prenderti

ma. .

inatteso il rumore di una zip

inatteso lo scrocchio di una serratura

ti volti mentre lui apre la porta di quel piccolo bagno ed esce, rimanendo fuori, immobile, la porta aperta a guardarti

ancora china, appoggiata a quella parete

ancora con i pantaloni abbassati

e il ventre che pulsa umido

gli occhi pieni di lacrime di rabbia vera ora

e il viso rosso di imbarazzo temendo che qualcuno passi e veda

con gesti bruschi, senza guardarlo, sollevi i pantaloni

ti odi quando il tessuto, stringendo il tuo sesso bagnato di voglia, ti procura un inatteso brivido di piacere

ti volti verso lui passandogli davanti senza guardarlo

a ancora quella parole che con lui spesso ha urlato nella tua mente

STRONZO! STRONZO, VAFFANCULO!

Con passi decisi esci da quel bagno

Cercando di ingoiare lacrime di rabbia

Senza pensare

Guardando i binari vuoti della metrò

E fulminando con uno sguardo i pochissimi passeggeri che aspettano un treno

Cazzo non sai neppure che treno prendere

Improvvisa senti la sua presenza dietro te

La sua mano a sfiorarti i capelli

Le sue dita ad accarezzare il collo

E la sua voce ora un sussurro

“va tutto bene piccolina, vieni, seguimi, la nostra notte non è fiinita”

non ti volti

cerchi di ignorarlo

balle, sai che se ti voltassi, se lo guardassi negli occhi la tua rabbia sfumerebbe

e, con rabbia ulteriore devi ammettere a te stessa che quella situazione ti ha dato… perverso ed inatteso piacere

le sue dita non smettono di muoversi sul tuo viso

le sue parole di evocare immagini,

il calore del suo corpo contro il tuo

le sue dita che ora scivolano sotto quel giubbetto, incuranti di sguardi curiosi o di bigotta disapprovazione

le senti sul seno, attraverso quel top

le senti stringere i capezzoli

e il tuo corpo si abbandona contro il suo

lasci che la voglia inappagata ti riprenda

la sua mano afferra la tua, ti guida ancora, su altre scale

uscendo nella notte di Parigi

un taxi

l’indirizzo dell’Hotel

lui seduto al tuo fianco

la sua mano che sfiora le tue cosce

mentre ti abbandoni ad occhi chiusi su sedile

la sua mano che si fa audace

scivolando sotto te

accarezzandoti attraverso quei pantaloni ormai fradici

mentre stringi le cosce per prolungare ed amplificare quel piacere

… l’Hotel

l’ascensore

passando a testa alta davanti allo sguardo curioso del portiere che con l’esperienza di anni legge sui volti dei clienti

la sua camera

prima ancora di aprire la porta le sue labbra sono sulle tue

la sua lingua ti fruga la bocca

il suo corpo grida che ti vuole come tu vuoi lui

mani a cercarvi, accarezzarvi, eccitarvi

poi, ancora, odiosamente… il suo allontanarsi da te

i suoi occhi ancora nei tuoi mentre ti guida verso una poltroncina nel salottino della camera,

ti fa sedere, schiude le tue gambe, guida la tua mano sul tuo sesso che senti pulsare attraverso quel fuseaux fradicio

muove le tue dita, una lenta masturbazione che prende vita

mentre lui si siede davanti a te

rilassi il tuo corpo, lasci che la voglia prenda il sopravvento nell’imbarazzo

balle valentina, godi al mostrarti così, sfacciatamente

a mostrare come il tuo sesso tende quel tessuto

a mostrare come i tuoi umori lo inzuppano

a mostrare come il tuo corpo reagisce

si alza lentamente

si avvicina

spinge la tua mano dentro i tuoi pantaloni

poi lento li sfila

in piedi davanti a te

avvicinandoli al tuo viso

facendoti vedere il segno umido della tua voglia, facendoti sentire il tuo odore di femmina eccitata

mentre la tua mano non smette quella masturbazione ormai furiosa

accompagnata da gemiti rotti, da respiro trattenuto

dal viso acceso

verso il piacere ormai troppo atteso

ti fa alzare

i vostri corpi allacciati

gli abiti che cadono a terra

cercando la tua pelle

e donandoti la sua

pelle su pelle

odore di corpi eccitati

odore di voglia e di sesso

istintivo

viscerale

voglia di sapori

mentre la tua bocca scivola sul suo corpo

e le tue labbra lo avvolgono

mentre la sua lingua bagna la tua pelle fino a solleticare, eccitante il tuo clitoride

mescolando saliva e sapori

per poi perdervi in un lungo bacio

mentre vi lasciate cadere sul letto

mentre scivoli sopra lui

mentre ti sollevi appena per sentire il suo sesso sfiorarti tra le cosce

poi, guardandovi…

ti lasci cadere sopra lui

quasi ad impalarti su di lui

sentendolo entrare nel ventre

ti sollevi appena per poi ancora lasciarti ricadere sul suo cazzo gonfio

e lui che sorridendo perversamente ti dice

“si valentina, scopami ora, mostrami come sai scoparmi, fammi vedere come sai essere brava nel dar piacere ad un uomo”

e il tuo ventre danza su di lui

i tuoi muscoli si contraggono per dargli piacere

e per prenderne

piu veloce mentre le sue dita si stringono sul tuo seno

lo serrano cattive

dolore e piacere che ti invade

e ti pervade

sudore che cola e si mescola

sesso urlato

sesso di viscere

sesso d’istinto

ciò che vuoi valentina

ciò che sei

fino al piacere urlato in faccia

insieme

fino a ripulire affamata il suo sesso bagnato di lui e di te

fino a fissarlo a labbra schiuse

e. . sentirti baciare

mescolando i vostri sapori

e perderti in quel bacio

appagati

a malincuore sai che devi tornare nella tua camera, è quasi l’alba ormai e Silvana ti chiamerà tra poco

ma mentre esci il suo sorriso dolce, le sue parole

“abbiamo atro da vivere valentina”

e il tuo cuore batte più forte a quella promessa

e la tua voce sussurra un altro “… si”

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