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Lo Sconosciuto

Sette e trentacinque di una piovosa mattina autunnale. Alla fermata una ragazza aspetta l’autobus, ticchettando nervosamente i tacchi sull’asfalto, tentando di coprirsi dagli scrosci con un misero ombrellino… è quasi del tutto bagnata, e l’autobus non accenna ad arrivare. Con fare contrito cerca le sigarette nella tasca e tenta miseramente di accenderne una, per poi gettarla esasperata a terra, schiacciandovi sopra tutta la sua rabbia.

.

Si chiama Annalisa, e aspetta ormai da 30 minuti l’autobus che dovrebbe portarla da Augusto, il ragazzo a cui va dietro da tempi immemori. Ha rinunciato a una mattinata di università, di cui non sente comunque affatto la mancanza.

Ormai rassegnata () si gira, chiude l’inutile ombrello e con passo energico si avvia sotto la pioggia martellante, in cerca di un posto in cui rifugiarsi.

In questo posto di merda non c’è neanche un buco per ripararsi… vedi tu se mi devo rintanare nel primo portone aperto come una barbona>.

Un buco in effetti non c’è, e neanche un misero portone aperto. Annalisa sta per accasciarsi a terra, depressa e incazzata per quella mattinata così storta, quando scorge un uomo poco lontano che parcheggia la sua elegante berlina e con disinvoltura scende e si incammina verso un portone, il sorriso galleggiante sulla faccia come se la giornata gli avesse già riservato indicibili delizie…

In effetti Annalisa si infuria ancora di più alla vista di qualcuno che non condivide il suo pessimo umore, ed è ben comprensibile come il sentimento che prova verso quell’uomo X sia molto vicino all’odio puro. Ma quest’uomo X si sente particolarmente buono quel giorno, e vedendo una creaturina appollaiata sul marciapiede sotto la pioggia battente, le si avvicina e le porge la mano per invitarla ad alzarsi.

Annalisa gliela staccherebbe volentieri, ma decide di sfruttare quel povero imbecille così allegro, che magari un portone aperto glielo fa trovare. Così quella mano la prende.

E la ragazza zuppa con l’uomo sconosciuto ed elegante si avviano verso un portone imponente di legno scuro e ferro battuto, che viene presto sostituito da un delicato salottino color crema e nero.

L’uomo non parla, ma con il suo solito sorriso indica ad Annalisa quello che lei presume essere il bagno, lasciando ai sottintesi le spiegazioni.

Leggermente più rilassata, la ragazza ancheggia verso il bagno, vi entra, chiude la porta, scivola a sedere sul pavimento di marmo.

Si asciuga più che può con carta e asciugamani, ma il risultato è piuttosto deludente. .

Torna nel salotto, e la rabbia verso l’uomo è quasi del tutto passata, sostituita da una più discreta curiosità.

-Dovrei ringraziarla per la gentilezza, sa, questa mattina è cominciata davvero male-

-Ma non si preoccupi… solo un piacere per me… sa quanti uomini la desidererebbero in casa loro?-

Annalisa arrossisce compiaciuta al sottile complimento, e fa per adagiarsi sul divano; l’uomo la ferma con un gesto della mano, facendole notare quanto è bagnata… prende un telo di spugna, le si avvicina e lo posa sul divano, sfiorandola. La mano indugia un po’ più del necessario su quel fianco così dolce, tanto che Annalisa si sente avvampare e lo guarda negli occhi per accertarsi di quel che sta succedendo. Un attimo dopo, l’uomo le poggia una mano fra i capelli, appena dietro l’orecchio, e la trascina a se, cominciando lentamente a leccarle le labbra. E sarà per l’incazzatura della mattinata, sarà per quello stronzo di Augusto che l’ha fatta sudare per anni, sarà perchè l’acqua nel cervello di prima ancora non se n’è andata, Annalisa inizia a leccare le labbra dell’uomo a sua volta, fino a quando lui con decisione non supera la barriera delle labbra per andare a carezzare la lingua con passione, succhiando e strusciando in un vortice che ben presto costringe la ragazza a mugolare. Annalisa è molto, molto eccitata, più di quanto sia mai stata con i pochi ragazzi che ha avuto; ma non ha iniziativa, è come inebetita ormai, presa da quell’uomo così misterioso. Lui d’altronde non ha molti problemi a sganciarle la camicetta zuppa e sfilargliela, scendendo con la bocca e baciare la pelle rivelata… è fredda e umida al contatto, e lui adora la sensazione. Tocca la pelle con la punta delle dita, scende dal collo all’ombelico, e poi ancora sù e giù, fino a quando non resiste più e poggia entrambe le mani sui seni, a coppa, cercando di coglierne la dolcezza. Un gemito gli suggerisce di togliere anche il reggiseno, inutile ostacolo fra le sue mani e quello che desiderano. Cade a terra e la lingua comincia subito il suo giro attorno ai capezzoli, non riesce ad aspettare, la pazienza se ne è andata. Li succhia e li morde e li accarezza piano con le mani, per poi stringerli violentemente un attimo dopo, provocando uno strilletto di Annalisa.

D’altra parte lei è ormai totalmente eccitata e l’unica cosa a cui riesce a pensare è di averlo dentro di se. Sta tentando disperatamente di farglielo capire con mugolii di ogni sorta, perchè proprio non ci riesce a parlare apertamente.

Fortunatamente, l’uomo lo vuole quanto lei. Si toglie la pesante giacca e la invita a proseguire il lavoro; in pochi minuti, è rimasto con i soli boxer, libero di continuare a spogliare Annalisa. I pantaloni scivolano giù, e dopo di loro anche le scarpette vanno via. L’uomo aggancia i due indici ai lati delle mutandine, e con una lentezza esasperante li tira giù, piano, piano, facendo morire di voglia Annalisa…

Finiscono a terra sul tappeto polveroso, lui sopra di lei, imponente… si libera dai boxer e con le mani le allarga le cosce, baciandole il collo. In un attimo spinge per entrarle dentro, ma si accorge di quanto poco sia agevole la via… continua a spingere poco per volta, rivoltandole la lingua in bocca e giocando con i suoi capezzoli, respirando affannosamente. Lei allarga le gambe ancora di più e finalmente lui le è dentro. Comincia a spingere e muoversi e il mondo di Annalisa ondeggia con lui. E’ totalmente scossa dalle sensazioni, non riesce a tenere le labbra chiuse, geme e ansima scompostamente pregandolo di scoparla di più, più in fondo, più duramente. E così fa, il corpo della ragazza che sobbalza ritmicamente sotto di lui, fra i lamenti di piacere ormai incontenibili di entrambi. Non serve molto perchè Annalisa perda completamente la cognizione del tempo e dello spazio, consapevole solo dell’energia spaventosa che le esplode dentro, perdendosi in un urlo lungo e affannoso, seguito dal grugnito di lui, che riversa tutto il suo piacere nel ventre della ragazza sconosciuta, accompagnato dalle ultime spinte.

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