Famiglia unita
Mi chiamo Daniela, ho 42 anni sono single ma con tre figli, due femmine di nome Sabrina e Deborah ed un maschio di nome Marco. Non vi annoierò con la spiegazione del come e perché mi trovo in questa situazione; tutto sommato non ho particolari rimpianti. Abitiamo in un lussuoso attico in centro città, abbiamo una villa sulla Costa Azzurra ed una sulle Dolomiti, macchina di lusso, colf e molti dei confort che offre la nostra società dei consumi. Questo benessere è il frutto della mia professione, senza ricorrere a tanti giri di parole vi informo che sono una prostituta; ho un annuncio permanente su un importante quotidiano regionale, ho un sito Internet in cui specifico che sono disponibile per uomini e donne, per sesso orale non protetto, per sesso anale protetto. Ho successo perché, per dirla in breve sono una strafiga, taglia 44, alta 1, 78 per 56 Kg. seno non rifatto della terza, gambe perfette, occhi verdi.
Ora però, come detto, ho 42 anni, ormai mi cercano solo i clienti abituali che mi conoscono; difficilissimo che mi chiami uno sconosciuto che, con la tariffa da me richiesta può scopare una moldava strepitosa di 18 anni.
Ho già in mente il rimedio, all’ora di pranzo informo i miei ragazzi della necessità di parlare del nostro futuro, quindi, per una volta, chiedo loro di evitare di eclissarsi dopo pranzo perché l’argomento è serio.
Siamo tutti in salotto e vado direttamente al dunque :” Sapete tutti e tre, anche se non abbiamo mai parlato del mio mestiere. Ebbene, io ricevo ospiti a cui offro prestazioni sessuali per denaro, se vi piace potete dire che sono una puttana; fino ad oggi direi che me la sono cavata bene ma il tempo è tiranno, nella mia professione vi è una concorrenza spietata di giovanissime che mi sottraggono molti potenziali clienti. Ora voi potrete contribuire a mantenere il nostro livello di vita con un piccolo sacrificio. Considerando che a scuola non state conseguendo alcun risultato e che tutti i vostri interessi riguardano discoteca e playstation, apprezzerei molto se cominciaste a darmi una mano. ”
Sabrina è la più grande e chiede : “Ma, esattamente, cosa dovremmo fare mamma”.
Rispondo :“All’inizio dovrete soprattutto guardare vostra mamma che si accoppia con persone sconosciute; all’inizio sarete turbati, ma poi col tempo ci farete l’abitudine, qualcuno vi chiederà di spogliarvi e voi lo farete allargando le gambette per mostrare le fighette ed i culetti, quando sarete pronti, potrete cominciare a partecipare attivamente; sappiate che io sarò sempre vicino a voi per evitare che vi facciano del male. Dovrete cambiare le vostre abitudine, soprattutto Marco dovrà stare nudo con le sue sorelle e tutti e tre considerarvi oggetto di desiderio sessuale. Le prime volte vi chiederanno di fare tra di voi degli spettacolini, a tale scopo è necessario che io sappia se qualcuno di voi non è più vergine. ”
Sabrina confessa : “ Io, mamma, ho solo succhiato l’uccello dei miei compagni di classe, ma nella passerina non è entrato nessuno”
Rimango un po’ perplessa e chiedo una precisazione :” Hai detto che hai succhiato il cazzo di tutti i tuoi compagni?, ma quanti sono?”
E Sabrina, un po’ imbarazzata precisa :” Solo 15 mamma, sai, tra noi ragazze abbiamo deciso di scommettere su chi, per prima, sarebbe riuscita a sbocchinare tutti i maschi, ho vinto io mamma”.
Non faccio trapelare la mia incredulità e non replico.
Deborah è un po’ riluttante a parlare ma poi confessa :” Io mamma su Internet vedo tanti bei ragazzi con dei grandi uccelli; prima di addormentarmi penso a quanto sarebbe bello se potessi infilarmeli tra le gambe; così mi metto un ditino nella passerina e così mi sfogo”
Mi rivolgo poi a mio figlio :” E tu, Marco, come vivi la tua sessualità”
Anche Marco è imbarazzato ma il clima disteso lo incoraggia a parlare: “Io, quando ricevi i tuoi ospiti, ti spio dal buco della serratura, mi piace tanto vederti quando ti scopano ed ogni volta mi devo sfogare”
Incuriosita puntualizzo :”Ma quante volte mi hai spiato?”
E Marco di getto :”Tutte le volte che sono in casa, mediamente mi faccio tre seghe al giorno”
Sono un po’ perplessa ma anche più tranquilla; i miei figli non sono né inibiti né a digiuno di sesso, ritengo che il mio compito sia facilitato.
Ora ragazzi spogliatevi che vi do le prime nozioni.
Eccoli tutti nudi di fronte a me; il pube delle due ragazze è coperto della peluria tipica dell’età, non è certo il caso di rasarle, Marco è quasi glabro, per cui, anche per lui non ci sarà bisogno del rasoio.
Sono tre bellissimi ragazzi, alti, snelli, lineamenti delicati.
Mi rivolgo alle femmine :”Non prendetela per mancanza di fiducia me devo controllare la vostra verginità, se è vera e tangibile, potremmo guadagnare un mucchio di soldi”.
Le due ragazze si siedono ed aprono le gambe, chiedo a Marco di aiutarmi sollevare i loro bacini per riuscire ad ispezionare l’interno della vagina; la luce è sufficiente, con grande soddisfazione constato che tutte e due hanno l’imene integro; sto pensando che deflorare una vergine può fruttare dai 5 ai 10 mila Euro, dovrò tutelare affinché non la perdano inopinatamente.
Chiedo poi a Marco di girarsi di schiena e di inginocchiarsi, lui è perplesso e mi chiede :”Ma che vuoi fare, mamma?”
“Non ti preoccupare, tesoro, sai che la tua mamma non ti fa mai del male”
Accarezzo il suo bel culetto, gli allargo le natiche, il buchino è minuscolo, mi insalivo il dito indice e lo appoggio allo sfintere e comincio a spingere:
“Ti fa male Marchino?” gli chiedo
“No, mamma, ma cosa stai facendo?”
“Vedi Marco, replico, può darsi che un giorno qualcuno possa chiedere di romperti il culetto, se tu accetterai te lo pagheranno tantissimo, sarà comunque una decisione solo tua”
Il dito è entrato ma con fatica, non mi sembra il caso di insistere e lo sfilo, gli accarezzo poi il culetto e gli dico:” Dimmi se ti piace quello che sto per farti”. Senza attendere risposta gli allargo le natiche e comincio a leccargli il culetto. Non ho bisogno di attendere, l’erezione del pene di Marco mi fa capire che gradisce, allora glielo prendo delicatamente in mano e comincio a muoverlo, poi mi rivolgo a Sabrina :” Tu che hai una certa esperienza, ti va di dare un po’ di sollievo a tuo fratello con la tua boccuccia?”
A quel punto interviene Deborah :” Lascia provare me, mamma, che non l’ ho mai preso in bocca, con Marco poi mi trovo a mio agio, ditemi solo cosa devo fare”
Faccio sedere Marco in poltrona, ha un cazzo di notevole dimensioni che quasi contrasta con l’esilità del fisico, appoggiato al ventre arriva sopra l’ombelico, se non soffre di ieculazione precoce potrà essere l’elemento chiave della nostra “squadra”
Deborah si avventa sul pene di Marco e lo fa immediatamente sparire in bocca cominciando a muovere la testa con veemenza; la fermo, la tranquillizzo e le dico :” Piano, Deborah, i maschi sono sensibilissimi alle nostre bocche, se vai così in fretta vengono subito, il segreto è farli durare almeno 5 minuti, quindi non devi masturbarlo con le mani, non devi muovere la testa, ma usare solo lingua e labbra, devi cambiare spesso posizione, prima soffermati sul glande, poi sull’asta, poi sullo scroto, trascorsi i fatidici 5 minuti puoi decidere di farlo venire velocemente ad allora cominci ad usare le mani ed a muovere la testa”.
Deborah dimostra di aver capito e si calma, vedo che comincia ad usare la punta della lingua con studiata lentezza, ad un certo punto anche Sabrina si inginocchia e comincia ad aiutare la sorella, Marco ha uno sguardo misto di curiosità ed inquietudine, mi guarda e mi chiede: ”Mamma, vorrei che fossi tu la mia prima donna”.
Sono commossa e lusingata, chiedo alle ragazze di interrompere il loro giochino, mi avvicino al viso di Marco e gli offro la mia bocca, lui affonda la sua lingua e mi rovescia all’indietro, sono stesa sotto di lui, aspetto che mi penetri, ma lui indugia, solleva la testa e quasi con timore mi chiede : ” Posso leccarti la figa, mamma ?” Non rispondo ma, allargando le gambe spingo la sua testa verso il mio inguine, sento la sua lingua avventarsi furiosamente sulla mia vagina, mi fa male ma sono in estasi, sto avendo un orgasmo, erano anni che non mi succedeva; sento Marco fermarsi, poi risale, mi rimette la sua lingua intrisa dei miei umori in bocca e, finalmente sento il suo pene entrare. Perdo ogni contatto con la realtà, mi risveglio solo quando Marco giace esausto sopra di me; lo bacio con tenerezza :”Sei fantastico, mi hai fatto felice”. Poi guardo le ragazze che si sentono un po’ mortificate e dico loro :”Non siate avvilite perché adesso dovete cimentarvi in quello che diventerà il pezzo forte dei nostri incontri; il rapporto lesbico affascina gli uomini più di ogni altra cosa, adesso unite le vostre bocche e poi scendete ai seni, al ventre, fino ad arrivare alle vostre fighette che leccherete “
Le due sorelle non sembrano entusiaste all’idea, è chiaro che sono più attratte dal pene di Marco, ma capiscono che sarebbe un peccato sprecare la loro verginità; si guardano senza voluttà, anzi si fanno gli sberleffi, poi, finalmente vedo le loro bocche unirsi, passa più di un minuto e le loro labbra restano serrate, capisco che stanno eccitandosi, infatti si abbracciano, poi Sabrina si stacca e comincia a succhiare i capezzoli della sorella, poi si gira in modo da poter offrire la propria figa alla sorella e lei fa altrettanto con quella di Deborah. Restano in questa posizione per molti minuti, poi, improvvisamente e contemporaneamente emettono urla strozzate, i loro corpi sembrano scossi da convulsioni, hanno raggiunto l’orgasmo.
La prima lezione è finita, prima di lasciarci mi sembra opportuno fare una precisazione :”Penso che abbiate capito che cosa ho in mente per voi; dovete aggiungere che i personaggi che dovrete intrattenere non sono, generalmente, giovani e belli; questo è solo in apparenza uno svantaggio perché con individui privi di fascino vi sarà più facile non arrivare all’orgasmo.
I miei programmi prevedono tre incontri al giorno, uno la mattina, uno il pomeriggio, uno la sera. Avrete quindi ancora molto tempo libero per divertirvi. Ora riflettete se ve la sentite, parlatene tra di voi, ponete condizioni e, entro la prossima settimana, datemi una risposta”
I ragazzi si guardano, confabulano brevemente e Sabrina parla a nome di tutti :” Non è necessario perdere altro tempo. Per noi va bene, non abbiamo nessuna condizione preconcetta, dicci tu quando intendi cominciare”
Pubblicato in: January 31st, 2008 sotto Racconti.
Commenti: 1
Commenti
Commento per ottavio
31-01-2008, 11:53 pm
Siete proprio una bella famigliola se vi interessa un aiuto,sono un bravo leccatore di passere,mi piace fare un po’ di tutto,anche incontri al buio al cinema,se alla mammina interessa,provaci non te ne pentirai,non sono mercenario
una bella leccatina sulla passera alle tre donnine ottavio





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