Giusta punizione
Erano già una decina di minuti che io, Dorina, e la mia amica Irene eravamo all’interno delle cantine di un grande magazzino intente a rovistare tra gli scaffali e gli scatoloni alla ricerca di qualche capo d’abbigliamento da rubare.
Non era la prima volta.
Avevamo scoperto un passaggio dalle cantine del palazzo adiacente, dove abitava Irene, ed avevamo già approfittato facendoci praticamente il guardaroba nuovo, intimo compreso.
Col senno di poi era chiaro come il sole che non avremmo potuto farla franca ancora per molto ma dicevamo sempre che era l’ultima volta!!
Siamo due ragazze come tante, appena diciottenni studentesse dell’ultimo anno di una scuola professionale, io mora, Irene castana chiara, non siamo le classiche modelle ma ci difendiamo, abbiamo entrambe un bel seno florido ed un bel culetto, qualche chilo di troppo forse ma non sempre guasta.
Comunque eravamo talmente prese nel scegliere i capi da rubare che non ci accorgemmo dell’arrivo di una guardia giurata!!!
“E brave… avete bisogno d’aiuto?”
Improvvisamente ci cascò il mondo addosso e cercammo di scappare ma l’uomo, grande e grosso ci sbarrò la strada.
“Dove credete di andare… troiette… venite qui che vi aggiusto per le feste”
In un attimo fummo prese e scaraventate a terra.
“La prego non ci denunci… è la prima volta!” cominciò a piagnucolare Irene.
“La prima volta un bel cazzo… è un mese che vi curo… ma fino ad oggi non avevo avuto tempo per beccarvi… !!”
“Non ci denunci siamo brave ragazze è stato un attimo di… ” Non finì la frase e si beccò un ceffone in pieno viso.
“Zitta troietta… ho ben altri progetti per voi… ma se non accetterete… in prigione non si sta molto bene sapete”
“Nooo in prigione no, per piacere… faremo tutto quello che vuole vero Dori”
“Si… certo… tutto!!”
“Va bene… vedremo… venite con me” ci prese per un braccio con una morsa d’acciaio e ci portò in una stanza chiudendola a chiave.
”Intanto fatemi vedere le tette… presto su… toglietevi le magliette”
Obbedimmo senza fiatare l’energumeno era molto grosso e la guancia di Irene era tutta rossa.
“Belle tettone… venite vicino”
Ci avvicinammo e lui cominciò ad impastare nel vero senso della parola le nostre tette stringendo i capezzoli tra le dita con violenza.
“Aih… mi fai male” mi lamentai e per tutta risposta ebbi anch’io un bel ceffone.
“Zitta puttana… dovete stare zitte, zitte ed ubbidire altrimenti… ” e fece il gesto delle mani ammanettate.
“Adesso spogliatevi… vi voglio nude… via quei jeans… e mettetevi queste” e ci diede delle calze autoreggenti da indossare.
“E adesso queste… prendete quelle della vostra misura” ci indicò uno scaffale con delle scatole da scarpe.
Le scarpe erano dei sandali col tacco alto, non ne avevo mai indossate di così alte e feci un po’ fatica a camminare.
“Adesso siete perfette… due belle puttanelle… baciatevi… fatemi vedere… dai con la lingua… fatemi vedere una bella lesbicata”
“Magari ce la caviamo con uno spettacolino lesbico e poi ci lascia andare!!” sussurrai a Irene, mai pronostico fu così poco azzeccato!!
“Non ditemi che non avete mai lesbicato è troiette?”
Non aveva torto io ed Irene ci conoscevamo dalle elementari e avevamo fatto qualche esperienza lesbica tra di noi anche se ci piacevano i maschi.
“Avete delle belle fighette… ma troppo pelose… la prossima volta voglio vedervi depilate”
La prossima volta? Ci guardammo con un’espressione terrorizzata che non passò inosservata al nostro aguzzino.
“Non crederete mica di cavarvela con una scopata vero?”
“Ma noi… ” Altro schiaffone
“Ma noi cosa? Siete delle ladruncole matricolate ed io vi mando in galera… ”
“Nooooo!!” esclamammo entrambe.
“Allora starete zitte e farete quello che vi dico finalmente?”
“Si” rispondemmo all’unisono
“Bene… allora forza ricominciate a baciarvi e metteteci impegno”
Ricominciammo a baciarci unendo le nostre bocche e giocando con le lingue.
Nonostante la paura la cosa cominciava a piacerci e la fighetta si bagnava.
Mentre baciavo Irene con la coda dell’occhio guardavo l’uomo che in un primo tempo non si mosse poi cominciò a spogliarsi.
Per un attimo chiusi gli occhi per gustarmi il bacio e le carezze sul seno che Irene aveva incominciato a farmi, quando li riaprii vidi un cazzo enorme tra le gambe dell’uomo e non era del tutto in erezione!!
“Brave… continuate a baciarvi!” disse infilando le mani tra le nostre gambe.
“Lo sapevo che eravate delle troiette lesbiche… siete tutte bagnate”
Poi mi prese per un braccio e mi fece accucciare ai suoi piedi mettendomi il suo enorme bastone in bocca.
Non avevo mai visto un cazzo di quelle dimensioni, neppure su qualche rivista porno che ogni tanto girava a scuola, era lungo ma soprattutto grosso aveva una cappella quasi normale ma si ingrossava sempre di più verso l’inguine quasi come un cono!!!
“Succhia… succhia bene… così prendilo tutto in gola… apri bene la bocca… dai troietta… e tu vieni qui” disse rivolgendosi ad Irene.
La fece girare e mettere a 90° col culo rivolto verso il mio viso.
“Leccale bene il buco del culo ora” mi disse togliendomi il cazzo di bocca e prendendomi per i capelli dietro la nuca indirizzò la mia bocca sul culo di Irene.
Cominciai a leccare poco convinta ma lui mi spinse la faccia contro le chiappe della mia amica con violenza.
“Forza puttana… leccalo bene riempilo di saliva!… così brava… ed ora torna a succhiare il cazzo”
Mentre mi slogavo le mascelle nell’intento di spompinare quell’enorme bastone, l’uomo cominciò a schiaffeggiare il culo di Irene facendolo ben presto diventare tutto rosso.
“Aih… aih… no… basta!!” e più Irene si lamentava e più gli schiaffi erano forti finché si decise a non parlare più limitandosi a piagnucolare sommessamente.
Poi la guardia, dopo aver aperto con una mano le chiappe di Irene le infilò il dito medio nel culo fino alle nocche cominciando a rigirarlo masturbandole l’ano.
“Mmmh che bel culetto stretto… sarà un piacere allargarlo ben bene… dai leccale ancora il culo… sputagli dentro” disse tirando fuori il dito.
Sputai sul buco di Irene e poi lo leccai inserendo la lingua nello stretto pertugio.
“Sputa… sputa ancora… così… dai troietta… ti piace leccare il culo vero?”
Accennai di si con la testa per non ricevere delle percosse inutili e continuai a sputare e leccare.
Ad un tratto mi rimise il cazzo in bocca, che nel frattempo era diventato durissimo, ed infilo questa volta due dita nel culetto di Irene che, ben lubrificato dalla mia saliva le accolse abbastanza agevolmente.
Sputò anche lui un paio di volte nel culo di Irene, che intanto si allargava sempre più, infilando anche le altre due dita poi le andò a toccare la fighetta.
“Guarda guarda come si sta bagnando questa troia… ti piace farti aprire il culo… non mi sbagliavo… siete proprio due vacche da monta ah ah ah!
Infatti Irene era completamente fradicia di umori e cominciava ad ondeggiare il bacino per farsi penetrare meglio.
L’uomo tolse le dita dal suo culo e mele diede da succhiare ed insalivare per poi rimettergliele dentro, inoltre non mi dava un attimo di respiro continuando a muovere il suo cazzone nelle mia bocca come a volermela scopare.
Aveva ormai raggiunto la massima durezza e grossezza era veramente impressionante.
Ad un tratto sfilò le dita dal culo di Irene e le ordinò di mettersi in ginocchio, alla pecorina, si piazzò dietro di lei e d appoggiò la cappella al buco del culo cominciando a spingere.
Sono convinta che Irene non si fosse accorta del grosso palo che le stava per sfondare il culo e quindi reagì dimenandolo ed andando incontro al suo inculatore, era in un momento di grande eccitazione.
Dal canto mio non rimasi inattiva infatti l’uomo mi ordinò di mettermi sotto di lui e di leccagli i coglioni mentre con colpi sempre più forti penetrava il culetto della mia amica che cominciava a sentire un po’ di dolore e a rendersi conto della grossezza del cazzo.
Mise una mano dietro per cercare di frenare l’impeto dell’uomo ma questi le prese il braccio e lo piegò dietro alla schiena.
In questo modo lei perse l’equilibrio e si trovo con la faccia per terra ed il culo ben in alto.
“Brava… tira su bene il culo… dai che te lo apro bene” così dicendo sfilò per un attimo il cazzo, sputò un paio di volte nel buco già ben dilatato, per poi riaffondarlo con più forza.
“Vieni qui troietta” mi disse “Mettiti vicino alla tua amichetta… alza bene il culo e giù la testa… baciala mentre la inculo”
Avvicinai le labbra a quelle di Irene e cominciai a baciarla ed ad accarezzarle i seni che ballavano ad ogni colpo di cazzo.
Ad un tratto sentii le dita dell’uomo esplorarmi l’ano ed infilarsi dentro, probabilmente i succhi della mia eccitazione avevano lubrificato un pochino il mio buchino che si aprì accogliendo le due dita, inoltre ero già stata inculata un paio di volte, contrariamente ad Irene.
“Che bel culetto… la puttanella è già stata visitata… sarà un piacere sfondartelo completamente”
L’uomo continuava a spingere il suo cazzone nel culo di Irene poi lo sfilava guardando con soddisfazione la voragine che si era formata, e non le era ancora entrato completamente!!
“Vieni a vedere… guarda che bel culetto che le ho fatto” mi disse togliendo le dita dal mio culo ed infilandole in quello della mia amica.
Mi alzai e vidi il buco completamente dilatato con la quattro dita di una mano e quattro dell’altra che lo tenevano spalancato.
“Sputale nel buco… ancora… e adesso mettile la mano dentro… dai che ci sta… vedrai ormai è bella larga.
Infilai la mano, che per fortuna di Irene era molto più piccola di quelle dell’uomo, e la affondai fino al polso mentre lui contemporaneamente toglieva le sue dita.
“Scopala dai scopala con la mano… vedi come gode la troia?” infatti Irene godeva e dalla sua figa colavano sempre più numerosi i succhi d’amore.
“Adesso togli la mano e rimettiti come prima” obbedii e vidi il culo di Irene rimanere aperto in attesa di essere nuovamente riempito cosa che si verificò subito dopo.
Infatti Alfredo, questo era il nome dell’uomo, affondò nuovamente il cazzo e questa volta quasi fino ai coglioni.
“Così… dentro… cazzo che bel culo… bello largo… saranno contenti quelli che vi scoperanno dopo di me ah ah ah ah!!
Cominciò a scoparla come un forsennato incurante dei lamenti di Irene ed io cominciai a temere per il mio di culo che presto sarebbe stato visitato da quel cazzone ma, nonostante quello sentivo la figa bagnarsi sempre di più e cominciai a toccarmi.
Alfredo se ne accorse e mi diede due schiaffoni sulle chiappe.
“Chi ti ha detto di toccarti troia!!… la figa devi lasciarla stare… mettiti un paio di dita nel culo piuttosto… bagnale bene con la saliva che fra poco tocca a te… e a quanto ho capito tu l’hai già preso nel culo e quindi non sarò tanto delicato come con la tua amica!!”
Delicato!!! All’anima… per fortuna era stato delicato con Irene altrimenti l’avrebbe proprio sfondata!!
Mi prodigai per lubrificare al meglio il mio culetto che tra poco avrebbe ricevuto la visita di un treno in corsa!!
Alfredo ormai era completamente entrato nel culo di Irene ed i grossi coglioni sbattevano sulla sua fighetta fradicia.
“Siii… godo… vengooo… vengooo!!” si mise ad urlare Irene.
Per tutta risposta al suo orgasmo le arrivarono dei sonori ceffoni sul culo già rosso da prima.
“Zitta troia… godi in silenzio… non voglio sentire le vostre voci da puttanelle capito?”
“E adesso l’altra… tu puttana tieniti aperte la chiappe con le mani… così tienilo bello aperto che non abbiamo ancora finito”.
Era quasi un’ora che Alfredo scopava e non aveva ancora accennato a cedere.
Mi si avvicinò mise la cappella appena dentro il buchino e poi mi prese saldamente per i fianchi e con violenza inaudita mi sprofondò quasi tutto il suo cazzone nel culo.
Aprii la bocca per urlare ma non venne fuori neppure un suono, rimasi a bocca aperta come in trans mentre l’energumeno menava dei colpi di cazzo con una velocità incredibile fino a che in pochi secondi tutto il cazzone fu ingoiato dal mio culo.
“Aaaah… siiiiii… tutto dentro… ti sto sfondando l’ano… lo senti il cazzo… ti piace il cazzo nel culo è troietta” non era una domanda ma un’affermazione.
Tirò fuori il cazzo e mi sentii come svuotata ed il mio culo rimase aperto come il traforo del Monte Bianco.
Alfredo lestamente mise il suo enorme tarello nel culo di Irene, che era rimasta in attesa tenendosi le chiappe aperte con entrambe le mani, entrandole fino ai coglioni, le diede due o tre colpi poi tornò al mio culo usandomi lo stesso trattamento, e così andò avanti per un tempo che ci parve interminabile.
Indubbiamente entrambe stavamo godendo e le nostre fighe non smettevano di colare umori mentre gli orgasmi si susseguivano.
Ad un tratto Alfredo si fermò
“Ferme così… allargatevi le chiappe con le mani… così brave… ecco fatto una bella foto dei vostri bei culi sfondati… per la mia collezione di ladruncole rotte in culo”
“Ed ora venite qui… aprite bene la bocca che voglio sborrare… dai baciatevi a bocca aperta… così con la lingua” ci eravamo avvicinate e come automi avevamo ubbidito ai suoi ordini in attesa che ci sborrasse in bocca.
Cominciò a masturbarsi sempre più velocemente e ad un tratto cominciò a sborrare con lunghi potenti fiotti che indirizzava a turno nella mia e nella bocca di Ilaria.
“Aaaaaah… siiiii… sborrooo… sborroooooo… bevete tutto cagne… neanche una goccia dovete perdere”
Ingoiammo tutto lo sperma e poi senza che ci dicesse nulla ci baciammo un altra volta.
“Brave vedo che cominciate ad imparare… per oggi basta così… domani vi voglio pronte… verrete qui e vi preparerete come oggi, calze e scarpe da troie quali siete… e così i prossimi giorni, poi Sabato sarà l’ultima volta che ci vedremo… non voglio più vedervi qui capito? E poi coi culi sfondati che vi avrò fatto non mi interesserete più ah ah ah ah!!!”
Tutti i giorni fino a Sabato? Cazzo ma era solo Lunedì!!!!
Pubblicato in: February 12th, 2008 sotto Racconti.
Commenti: 0
Scriva un commento