500 gr (IV) -La nuova opera
La camera da letto era completamente buia. Elena riusciva a malapena a vedere il pavimento sotto di lei. Ma al momento era un’altra la cosa che la preoccupava. Il ronzio incessante dei due vibratori non accennava a smettere e quello che prima era semplice fastidio si era trasformato in dolore. Uno nell’ano, uno nella vagina. Lei, immobilizzata con del nastro adesivo ad una sedia, doveva sforzarsi di non appoggiare il fondoschiena, per evitare che una delle macchine le penetrasse a fondo nel buco del culo. Ma ormai era mezz’ora che teneva le gambe alzate, e i muscoli le dolevano. La base del vibratore sfiorava già l’imbottitura della sedia. Diverse gocce di sudore le imperlavano il viso. Soffiava e inspirava, soffiava e inspirare. Ma la fatica ebbe il sopravvento e alla fine si lasciò andare. Il lungo oggetto nero le scivolò dentro l’ano, facendole un male cane, strinse i denti: se avesse gridato e la padrona nella stanza accanto l’avesse udita, sarebbe accorsa a punirla. E non aveva voglia di baciare di nuovo le sue feci…
Il vibratore continuava a funzionare, strofinandole le pareti anali e vaginali con forza incredibile. Dopo un’altra mezz’ora di tortura la porta si aprì lasciando penetrare un po’ di luce nella camera. La sagoma nera di Angela fece la sua apparizione; si avvicinò e disse con sarcasmo:- Oh, guarda questa povera troietta… ha sia la fica che il culo sfondati da due vibratori! Ah, ah, ah! Come ti senti, schiava? La cura ti ha fatto bene, ne sono sicura. Ma forse serve ancora qualche oretta…..
-La prego, no, padrona!- la interruppe Elena piagnucolando- Mia divina… padrona… la prego, la cura mi è servita… glielo assicuro… mi… liberi… mia… padron… ah!- il dolore lancinante non le fece finire la frase. Angela, convinta, le tolse l’oggetto dall’ano ma lascio quell’altro dentro. La fece alzare. Un bel po’ di liquido biancastro le colò dalla fica…
-Guarda un po’, -commentò la dominatrice- hai goduto, eh?..
-Sì, Divina, ho goduto come la cagna che sono…..
-Brava… sono felice che almeno hai imparato l’educazione… come premio ti darò una doppia porzione di quel gorgonzola scaduto che ti piace tanto, contenta?..
-Grazie… padrona…..
La portò in cucina. Elena doveva camminare a gambe larghe, con il vibratore ficcato nella fica, e lasciava lungo la strada una scia di umori, barcollando lentamente…
Dopo l’indicibile pasto Angela le tolse la macchina dal sesso e la portò sfinita davanti allo studio del fratello. Era al lavoro, come sempre, ma aveva quasi finito il suo secondo manoscritto dopo il grande insuccesso del primo. Si occupava di thriller. La padrona bussò alla porta…
- Giorgio, hai finito? Avrei qui la puttanella… vorresti provarla per un po’?..
Dopo qualche secondo, la voce del fratello rispose:- Ok, arrivo fra cinque minuti, lasciamela in camera mia…
Elena non credeva alle sue orecchie: il fratellastro della sua padrona era sul serio sadico come lo aveva descritto lei? Lasciamela in camera mia? Come se fosse un oggetto, o cos’altro?..
Una volta nella stanza di Giorgio, aspettò, guardando la padrona allontanarsi lentamente sorridendole sadicamente. Aspettò, sdraiata sul letto; nell’aria c’era un buon odore. Non osava muovere un muscolo. Era nervosissima…
Dopo un lasso di tempo che non riuscì a definire, il ragazzo entrò. La sua sagoma, all’inizio nera, si fece più nitida avvicinandosi. Quando fu a poco meno di mezzo metro da lei, si accorse che era nudo anche lui. Non riusciva a vedergli il membro, tanto era buio, ma il suo torso villoso era lì davanti, scolpito come una statua. Elena si alzò, tremando…
-No, no, no. - fece lui, con voce profonda –Sdraiati. Come prima…
Lei esitò. Faceva freddo, forse la finestra era aperta, ma il sole era calato da un pezzo e della luna non c’era traccia. Tremava come una foglia…
-Cosa aspetti? Ti ho detto di sdraiarti, coraggio. - la voce di Giorgio era sempre molto calma. La giovane obbedì e tornò nella posizione precedente, con la testa sopra il cuscino…
-Noi non ci conosciamo, vero?- chiese…
-N… no… -rispose titubante lei…
-Non ti ho dato il permesso di rispondermi. Sei disobbediente. Proprio come ha detto mia sorella… - Elena arrossì-… comunque, piacere, mi chiamo Giorgio. Tu sarai la mia schiava per questa restante settimana. D’ora in poi avrai due persone da servire. Come primo compito… -e accese la luce. Era davvero muscoloso come aveva intravisto lei. Il lungo pene (almeno 23 centimetri) era già eretto e la mano destra lo stava massaggiando lentamente. Il suo sguardo percorreva tutto il corpo della sottomessa. -… voglio vedere come me lo succhi…
La serva si mise a sedere e avvicinò la testa alla mazza, con la bocca spalancata. Era anche molto grosso, ma con la bocca spalancata Elena riuscì tranquillamente a fare il pompino…
–Oh, sì, brava… usa quella lingua… succhiamelo per bene… Voglio sentire quella linguetta sulla mia cappella… oh, sì! Ahhhh… ti farò sentire la mia sborra calda su tutto il palato… ti piacerà… vedrai… Elena arrossì di nuovo. Le piaceva il sapore di Giorgio, e il suo odore era profumato come la sua stanza. Ma lo sperma, quando le arrivò spedito in gola, non fu così gustoso. Cercò di trattenere le smorfie ma non ci riuscì e ingoiò tutto con la bocca storta…
-Oh, non ti è piaciuto? Brutta puttanella… mi hai offeso! Angela aveva ragione, sei un’ ingrata, una bastarda ingrata… Continua a succhiare, maledetta!..
La povera schiava era sempre più dell’idea che padrone era ugualmente crudele alla sorella. I suoi timori si erano avverati: l’uomo dei suoi sogni segreti la stava sottomettendo a leccare il suo glande, senza pensare ai suoi sentimenti. E mentre la punta della verga le massaggiava l’interno della bocca, Elena sentì un altro sapore: quello di urina. Per non essere di meno alla precedente padrona, Giorgio le stava facendo bere allegramente il suo piscio. Obiettivamente il suo era molto meno sgradevole di quello di Angela, ma comunque… Dopo averlo trangugiato tutto ripulì la cappella del padrone con la lingua. Lui era soddisfatto, finalmente…
-Ora sdraiati ancora. Torno subito. - disse, e uscì dalla stanza. La ragazza era confusa e triste. Non sarebbe resistita altri 7 giorni in balia del bel padrone e della sadica padrona. Non ci sarebbe riuscita. Forse sarebbe finita in galera, forse un altro scatto d’ira le avrebbe fatto perdere la cocaina. Doveva obbedire, non c’era altra scelta…
Dopo meno di un minuto Giorgio fu di ritorno, con una pila di fogli di carta sottobraccio…
-Questo è il mio nuovo libro, -esordì- te lo voglio leggere, e poi mi dirai cosa ne pensi… ma mentre lo fai… - e allora Elena vide cosa teneva nella mano sinistra, e rabbrividì. Teneva stretto uno dei vibratori che aveva sperimentato tragicamente con Angela…
- Finché non avrò finito la lettura, devi masturbarti con questo. - e glielo porse. - Sono giusto 154 pagine… eh, eh, eh…
-Sì, padrone… lo farò…..
-Certo che lo farai… anzi, visto che non hai ancora imparato a rispondere con il mio permesso, maledetta troia, me lo spompini anche mentre ascolti e ti masturbi. -comandò- Ah, e, per inciso, se tu o io veniamo prima della fine del racconto… Pagherai. Cominciamo…
La schiava si infilò lentamente il vibratore nella vagina con la mano destra e con la mano sinistra si mise il cazzo del padrone di nuovo in bocca, segandolo piano piano…
-“George era un uomo disperato. Non sapeva più cosa fare. Sua moglie lo tradiva con un altro, ne era sicuro… ”- Giorgio soppesava le parole con cura, mentre la schiava succhiava e si masturbava lentamente, per evitare di venire o di far venire troppo presto. Erano solo alla pagina 10 quando iniziò a far fatica. Era già piena e sentiva che anche il ragazzo lo era. Se solo una goccia fosse uscita dal membro o dalla vagina, la punizione sarebbe stata qualcosa di terribile, lo sapeva. Ma come resistere?..
A pagina 28 la fatica si moltiplicò e la fica si inumidì moltissimo. Quanto al pene… gocciolava pericolosamente…
A pagina 42 anche il dominatore manifestava il suo imminente sfogo. I suoi sospiri aumentavano e di tanto in tanto un gemito gli usciva di bocca. -“Mary corse più forte… che poteva… sapendo che il suo inseguitore… anf… era a pochi… metri… unf… ma continuava a scappare… per i campi che… conosceva così… anf… beneee… ah… ” Non ti fermare, puttana…
Non si fermava di certo, lei, ma era comunque sempre più difficile trattenere i due liquidi, che pregavano di uscire, con tutta la loro prorompente forza…
A pagina 66 la verga di Giorgio sudava paurosamente, bagnandole leggermente la lingua. E la sua fica nuda grondava altrettanto, tanto che la punta nera del vibratore era ora biancastra…
A pagina 89 erano entrambi allo stremo delle forze, ma il ragazzo, al contrario della serva, aveva un gran sorriso stampato in faccia. Sentiva il suo l’affanno ed era contento di aver trovato una tanto efficace tortura per quella troietta incallita. Intravedeva, durante la lettura, il suo sudore, colarle sugli zigomi rossi e poi sulle spalle; dalle ascelle ai fianchi…
Pagina 94: situazione instabile, con il padrone che alternava una parola a due o tre gemiti e la schiava che arrancava paonazza a far scorrere l’ormai fradicio vibratore su per la ferita…
Pagina 113: -Ci siamo quasi… -pensava Elena in preda a continui fremiti e con i segni dei denti sul labbro inferiore. Era completamente sudata e il suo corpo lucido e formoso contribuiva all’eccitazione del padrone, complicandole il già difficile compito. La sborra pregava di uscire, così come il liquido vaginale, che iniziava a bagnare le candide coperte. Era sicura che gliel’avrebbe fatta pagare anche per quello…
Pagina 150: -Ultima pagina… devo resistere… devo… RESISTEREEEEE…..
Ultimi 2 versi: -“E così… ah… ufh… disse… Mary… anf… ero… sicura… che… ah… sarebbe finita… così… ah… FI… NEEEEEEEEE!- Giorgio venne come pochi. Lo sperma soffocò quasi la povera serva e le colò sulle labbra e sui seni. Al contempo, lei esplose, tremando tutta e gemendo, sommergendo il vibratore di umori, inondando le coperte. Molto liquido finì anche sul pavimento…
–AH… ah… aaah… sì… -sospirò il ragazzo, distrutto ma sorridente- Sei… stata brava… anf… Ti è piaciuto… il mio romanzo? Ti do il permesso… di… anf… rispondere…
-Sì… uhf… anf… padrone… mi è piaciuto… moltissimo…..
In effetti era davvero ben scritto; diventò un best-seller, ma Elena non aveva ascoltato una parola. Giorgio era pazzo, era psicopatico. Ma lei era pazza di lui…
Ripulì con la lingua tutto il macello di liquido formatosi sulle coperte e per terra. Poi andò in bagno a lavarsi per bene. Giorgio era pazzo, certamente pazzo, completamente pazzo… ma era il suo uomo dei sogni.
Pubblicato in: February 13th, 2008 sotto Racconti.
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