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Spogliati, Vittoria, spogliati

Ho la bocca asciutta. Il mio sofà non è mai stato più scomodo e mi sento il respiro pesantissimo. Il sudore mi sta imperlando la fronte come la rugiada mattutina fa alle foglie. Ho illuminato completamente il salotto, avrò acceso circa cinque luci diverse; volevo che tutto fosse perfetto. Lo spettacolo sta per cominciare. Vittoria, la mia bellissima ragazza fa il suo ingresso nella stanza…

L’ho conosciuta circa cinque mesi fa, ad un centro commerciale. Io ero il cliente, lei la commessa. Non avevo mai visto una bellezza simile. Occhi grandi e azzurri, capelli dorati, lunghi e lisci, labbra carnose, forme prorompenti. Amore a prima vista. Nonostante facessimo sesso da una vita non mi aveva mai proposto quello che mi propose ieri. Era sempre stata una grande amante dei preliminari, ma non credevo me lo avrebbe mai chiesto. Non che non mi abbia fatto piacere. Dopotutto… quanti desidererebbero uno spogliarello da parte di una stupenda femmina? Tutti. Quanto sono fortunato…..

Quando la vedo, il cuore mi salta in gola. Ha i capelli raccolti, è vestita con una giacca da uomo, una camicetta bianca con cravatta nera, una minigonna dello stesso colore, il tutto condito con delle calze autoreggenti e dei tacchi a spillo. Tranne che per un po’ di eyeliner non è truccata minimamente in volto; non ne ha alcun bisogno, è stupenda così com’è. La adoro, mi ha imposto una sola condizione per poter assistere allo show: ho dovuto togliermi i jeans. Ha detto che vuole vedere bene la mia eccitazione attraverso i boxer mentre si spoglia. Vuole vedere quanto riesce ad eccitarmi…

Mette lo stereo per terra e preme play. Subito parte “Sexy Thing” degli Hot chocolate, credo una delle migliori canzoni da striptease di tutti i tempi. Lei inizia a ondeggiare i fianchi, passandosi le mani sopra il corpo. Parte dai seni, sopra la camicia, e arriva fino a toccarsi le gambe, lasciando maliziosamente che la minigonna si alzi un poco, mostrando le stupende cosce. La adoro. I miei occhi la passano al setaccio, non perdono neanche un suo gesto, andando su e giù come le sue mani a tempo di musica. Salendo con quella destra si scioglie i capelli, lasciandoli cadere sulle spalle. Poi con la sinistra si afferra la cravatta e la scioglie con due colpi decisi, mentre mi guarda con occhi felini. Me la lancia. La afferro e me la metto intorno al collo con un sorriso, che lei ricambia. Si passa le mani sulle gambe, poi si china e si toglie, lentamente, con grazia, una scarpa alla volta. Quindi si sfila, sempre con una lentezza snervante, le calze, lasciandole arrivare entrambe fino ai piedi e poi prendendole. Se le passa tutte e due sugli occhi come una benda, tirando indietro la testa e mordendosi le labbra rosse. Mi lancia anche quelle. Il mio pene è già in subbuglio, si sta indurendo ed ergendo, perfettamente visibile dalle mie mutande. Il suo sguardo ci casca sempre; sta capendo anche lei quanto me lo fa rizzare. La adoro…

Comincia a sbottonarsi la camicia, da cima a fondo, un bottone alla volta, con gli occhi cristallini sempre nei miei. Si toglie la giacca e poi la camicia, che appallottola e mi passa. Io me la porto al naso. Odora di buono, odora di donna, odora di Vittoria… un odore dolce e aspro che riesce ogni volta a sorprendermi. Ora i due magnifici seni (quarta taglia) sono coperti solo dal reggiseno rosso. Lei continua a muoversi, chinandosi e aprendo le gambe; la minigonna sale su e mi lascia intravedere le mutandine rosse; il mio membro si alza ancora di più, per la sua gioia. Quando la sua mano destra va alla cerniera della minigonna, la mia asta è più rigida che mai. Se la porta giù fino a metà e poi la riporta su, poi la fa scendere ancora e dopo la fa risalire, in un gioco al desiderio che mi fa sbavare. Alla fine se la scioglie completamente e si volta. Muove la minigonna sopra le natiche come un asciugamano, ondeggiando quel sedere che mi manda in delirio. Quindi se la toglie e la lancia. L’indumento di pelle mi arriva sopra le gambe…

Adesso è in biancheria intima, la canzone è ormai a metà. Sempre di spalle, si china fino a toccarsi le punte dei piedi senza piegare le ginocchia; mi regala una panoramica del suo culo che mi fa gioire gli occhi e il pene sotto i boxer. Gira la testa verso di me e inizia a strofinarsi una natica con movimenti rotatori della mano. Poi si volta e viene verso di me facendomi l’occhiolino. Si inginocchia ai miei piedi e mi spalanca le gambe con decisione, infilandoci la testa. Sto sudando come un maiale, e il sudore forma un torrente sulla mia fronte quando Vittoria tira fuori la lingua e mi lecca lievemente le mutande. Sento il cazzo protendersi in avanti, e lo sente anche lei. Si alza, ma non si allontana da me. Mette le mani dietro la schiena ondeggiando le spalle e si lecca sensualmente le labbra. Non sento il rumore sotto la musica ma sono certo che si è slacciata il reggiseno. Ed ecco infatti pochi attimi dopo che cade per terra, denudando quelle aureole rosee e quei capezzoli diritti. Le tette più belle del mondo… I miei occhi non vogliono scollarsi da quella visione paradisiaca; lei se ne accorge e comincia a strofinarsele con sensualità, reclinando la testa e chiudendo gli occhi. La mia bocca non si chiude. Poi con la mano prende la mammella sinistra e se la porta alla bocca, leccandosi il capezzolo. I miei boxer non reggono più il mio godimento, sono in estasi. Poi, con ancora la saliva lucente sul seno, si mette le mani sui fianchi, scendendo piano piano fino a prendersi le mutandine…

Si gira di nuovo, ondeggiando i fianchi, e calandosi l’ultimo indumento fino ai piedi. Fra le natiche mi balza all’occhio il taglio della splendida vagina. Faccio un grande sospiro. Lei prende le mutandine e si volta, mettendosele pudicamente appallottolate sul sesso. La salivazione mi si moltiplica. Non ne sono sicuro, ma credo di avere un rivolo di bava che mi scende dalle labbra aperte. La adoro. Finalmente si scopre la fica, portandosi la biancheria intima che prima la copriva alla bocca. Lecca la stoffa rossa dove prima lì riposava il suo tesoro. Lo sa che mi piace un casino quando fa così. Quando abbasso lo sguardo alle sue parti intime ho una piacevole sorpresa: la lieve striscia di peli biondi che le saliva sull’inguine è sparita; si è rasata completamente, lasciando pulita l’immagine della sua meraviglia. La cosa ha l’effetto sperato: non credo di aver mai avuto il membro così ritto. La musica è quasi al termine, quando lei si mette una mano fra le gambe e infila un indice dentro. Lo porta su e giù, con i miei occhi increduli che lo seguono. Quando lo stereo tace sento distintamente il suo gemito di piacere. Estrae il dito: è bagnato. Mi guarda e se lo succhia, pulendolo dai suoi stessi umori. Ormai non respiro più…

–Allora? – dice ad un certo punto sorridendo- Sono stata brava?..

-Sei stata fantastica. –rispondo deglutendo la massa di saliva- Ti adoro, Vittoria. Lo sai, vero?..

-Sì. - e mi bacia. La sua mano sinistra mi tocca i boxer e mi palpa l’uccello…

-Mmmmh… -dice staccandosi dalle mie labbra. - Sembra che sia stata davvero brava, eh? Ti ho proprio eccitato…..

Si china e mi sfila le mutande. Finalmente la mia verga è libera. La afferra e se la porta con forza alla bocca, succhiandomela e leccandomela. La mia cappella inizia a sudare sperma nella sua bocca. Vittoria, sei magnifica. Ti adoro.

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