Triangolo perfetto
Il TRIANGOLO PERFETTO
Io mi chiamo Roberto. Finalmente è terminato l’anno scolastico; sto partendo col mio amico Franco per una vacanza di dieci giorni a Rimini dove abbiamo prenotato una suite; è il premio per i voti straordinari ottenuti a scuola; non ci vuole molta fantasia a capire perché abbiamo scelto Rimini come meta del nostro viaggio; per dirla con parole semplici e sintetiche sia io che Franco dobbiamo soddisfare i nostri sensi frustrati da lunghi mesi di masturbazioni.
Devo ammetterlo, io e Franco siamo bravissimi a scuola ma molto imbranati nella vita; soprattutto con le ragazze abbiamo problemi di comunicazione; premesso che noi detestiamo la discoteca e questo, ovviamente, riduce le nostre possibilità di approccio; siamo poi deficitarii negli argomenti di tutti i giorni; poco aggiornati su cantanti, films, moda; siamo sempre ai margini delle comitive di amici e compagni; diciamo che siamo tollerati per l’aiuto che diamo in campo scolastico. Dimenticavo di dire che siamo di aspetto gradevole; niente a che vedere con il fisico sfigato tipico del secchione; purtroppo per noi, alle ragazze piacciono i tipi brillanti, un po’ eccentrici, non convenzionali.
Non siamo vergini perché andiamo a puttane; una volta al mese passiamo un paio d’ore con Katya, una ragazza dell’Europa dell’Est che, per 300 Euro, ha accettato di farsi scopare da noi contemporaneamente. Se da un punto di vista biologico la cosa funziona a meraviglia in quanto usciamo da questi incontri completamente appagati, dal punto di vista psichico siamo abbastanza frustrati; siamo infatti gli unici della nostra compagnia a frequentare prostitute.
Tornando a noi, dato che tutti dicono che a Rimini tutti scopano, speriamo che la regola valga anche per noi.
I primi segnali sono piuttosto negativi; percorriamo il lungomare per tre volte; abbiamo concordato che ogni volta che incontriamo due ragazze sole le abbordiamo; il nostro frasario è limitato e non arriva mai a segno.
“Forse questa è la volta buona, guarda quelle due strafighe come ci guardano” dico a Franco ; e lui rapido le abborda :”Che fate di bello stasera?” La risposta della più carina è di quelle che non danno spazio a repliche “Cazzi nostri” è la lapidaria chiusura della conversazione.
Incassiamo con disinvoltura questa ennesima debacle quando sentiamo una risata alle nostre spalle ; due altre splendide fighette stanno ridendo di noi :”Siete proprio due sfigati, sapete che qui siamo noi ragazze che cerchiamo di cuccare i maschietti”.
“Quindi noi ormai siamo bruciati” le rispondo.
“No, stasera vi di culo, quei coglioni dei nostri ragazzi, con la scusa della partita di calcetto, ci hanno dato buca e noi abbiamo deciso di vendicarci, voi non siete granché ma in giro c’è anche di peggio, quindi, allegri, cazzoni che questa sera scopate; a proposito io sono Sabrina e lei è Deborah”
Un po’ frastornato replico :”Io sono Roberto e lui è Franco, piacere, che ne direste di farci una piadina?”
Sabrina mi lancia uno sguardo di commiserazione :”Non hai capito, non ti ho chiesto di fidanzarci; devi solo decidere se ti va di scopare; altrimenti andiamo davanti alla caserma e ci facciamo un drappello di soldati; almeno i preservativi ce li avete?”.
Non insisto :” Noi siamo nell’albergo qui dietro; nessun problema per entrare ed uscire. ”
Appena entrati in camera le due ragazze vanno in bagno a fare pipì. Tornano già nude; Sabrina quasi irritata ci apostrofa :”Che aspettate per spogliarvi?”. In un attimo siamo nudi; Sabrina è già stesa sul letto matrimoniale e mi fa segno di raggiungerla; Franco e l’altra ragazza si stendono sull’altro lato del letto. Io cerco la bocca di Sabrina, lei risponde molto tiepidamente al mio bacio, dopo pochi istanti mi dice :”Non siamo qui per limonare; se vi date una mossa ce la sbrighiamo in fretta”. Sono senza parole; neanche la prostituta più sguaiata usa espressioni così brutali.
Comincio a leccarle la fica e per fortuna non protesta; dopo qualche minuto mi alza la testa dicendo, “ Dai adesso tocca a me” e si allunga verso il mio pene lo afferra e comincia a spompinarmi; dopo meno di un minuto si rialza soddisfatta “ E’ già bello duro, mettiti il preservativo e scopami; se non ti dispiace io mi metto alla pecorina, sto più comoda; se ti va puoi mettermelo nel culo; me l’hanno rotto quando avevo tredici anni, quindi è superallenato “ e ride soddisfatta. Butto un occhio a Franco, la sua partner è completamente amorfa, sembra disinteressata a quanto sta avvenendo; probabilmente lei era contraria a questa tipo di vendetta ma non ha voluto mettersi in conflitto con l’amica. Mi rigiro e vedo il culo di Sabrina di fronte a me; visto che me l’ha offerto, lo insalivo e vi infilo il mio pene. Non direi che sono in estasi ma per lo meno ho risparmiato la sega serale. Non ho ancora finito di riflettere su quanto sta accadendo che squilla il cellulare di Sabrina; senza alcun preavviso si alza dal letto e si precipita a rispondere al telefonino, “ Siete arrivati?, dove siete?, Noi siamo sul lungomare, ci troviamo alla Rotonda tra cinque minuti, ciao amore, ciao”
Poi si rivolge a Deborah che è ancora stesa sotto Franco “Dai scema, se facciamo in fretta non si accorgono di nulla” Si precipitano insieme in bagno presumibilmente per un rapido bidet; in un attimo si rivestono, senza neanche guardarci escono, sulla porta Sabrina ci rivolge un “Ciao raga, vi é andata di sfiga, era destino che vi faceste una sega questa sera” E scappa ridendo.
Affermare che rimaniamo di sasso è sicuramente espressione inadeguata; diciamo che stiamo di merda, con i testicoli pieni di sperma e l’orgasmo represso; ci guardiamo un attimo, siamo sul letto, sudaticci, col cazzo a mezz’asta e con la libidine dipinta in volto, non mi resta che dire a Franco: ” Poteva andare peggio”. Scoppiamo in una risata liberatoria, ci facciamo una sana doccia riflettendo sul nostro “coitus interruptus” ma anche sullo scampato pericolo; ci eravamo imbattuti in due zoccole, una, Sabrina, volgare fino alla brutalità, l’altra, Deborah, che non ha aperto bocca e si è preparata all’amplesso senza mostrare emozione alcuna; una bambola gonfiabile fornisce più emozioni.
Ci rivestiamo e scendiamo nella Hall; non abbiamo più voglia di andare in caccia ma è ancora troppo presto per dormire. Ci rechiamo al bar, ci sediamo sugli sgabelli davanti al banco ed ordiniamo due birre; naturalmente continuiamo a commentare quanto appena accaduto che alle nostre spalle sentiamo una voce familiare :” Mi offrite da bere, ragazzi?”
Ci giriamo, siamo un sorriso radioso sotto due splendidi occhi verdi, sono le labbra sensuali di Katya, la prostituta che, come detto all’inizio, ci scopiamo una volta al mese.
Mi rivolgo al mio amico per dirgli:”Franco, dimmi che non sto sognando, dimmi che è la nostra Katya, l’unico raggio di luce nella nostra misera esistenza” Poi parlo con Katya :”Questa sera qualsiasi tua richiesta sarà esaudita, la gioia di vederti non ha prezzo, … diciamo 1000 euro?”
Katya mi bacia sulla guancia :”Tranquillo ragazzino, sono in vacanza; stasera siete miei ospiti, venite”. Saliamo in macchina e ci dirigiamo verso l’entroterra; arriviamo a San Leo, la magnifica Rocca è illuminata; una locandina ci avvisa che la mostra sui macchiaioli toscani è aperta giorno e notte; Katya ci guida alla visita; ad ogni opera esposta esprime analisi storiche o giudizi estetici; non è il momento ed il luogo per chiedere a Katya ragione di tanta competenza; io e Franco, d’altra parte, siamo appassionatissimi di arte figurativa per cui aggiungiamo le nostre interpretazioni elle spiegazioni di Katya. Il tempo vola ; a mezzanotte siamo seduti ad un tavolo di un ristorante splendido con vista panoramica. Prendiamo un piatto unico di frutti di mare, naturalmente crudi e una bottiglia di Moet Chandon. Durante la cena Katya svela il mistero; non è slava ma italianissima, si chiama Caterina; è studentessa di un corso universitario di storia dell’arte; come tante sue compagne si mantiene gli studi, e qualche extra, con la prostituzione. Ha scelto un nome esotico perché oggi è di moda; nessun cliente telefonerebbe mai ad una che si chiama Caterina.
Tornati in albergo ci chiede il numero della nostra camera :”Datemi un quarto d’ora “ dice accomiatandosi”. E’ il quarto d’ora più lungo della nostra vita, in cinque minuti facciamo la doccia ed infiliamo i boxer; gli altri dieci li trascorriamo girando per la camera come due belve in gabbia.
Finalmente la porta si apre ed entra. Indossa una sottilissima vestaglia di seta che si apre appena chiusa la porta. Lo spettacolo è straordinario :” Non sei figa, sei strafiga, anzi strafighissima”
La facciamo stendere e mentre io le bacio la bocca, il collo, i seni, Franco è sdraiato in mezzo alle sue gambe e le lecca avidamente la vulva; la mia lingua è appagata nell’incontrare la sua; il bacio dura lunghi interminabili e dolcissimi minuti; ad un certo punto sento che la sua mano mi afferra il pene, si stacca dalla mia bocca e mi sussurra :”Adesso gli diamo un bacino”. Io avvicino il pene al suo volto e lei comincia a leccarmi il glande, con infinita dolcezza fa girare la punta della lingua; è inebriante, chiudo gli occhi perché Caterina è troppo bella e l’osservarla col mio pene in bocca mi susciterebbe un orgasmo istantaneo; cerco di resistere il più possibile; con Franco comunque abbiamo una strategia che ci permette di ritardare la eiaculazione; quando non riusciamo più a resistere al pompino invertiamo i ruoli; ci rifugiamo in una specie di time-out di tipo sportivo; e così io scendo a leccare la figa di Caterina e Franco si occuperà dei piani alti. Leccare la figa di Caterina è un’esperienza straordinaria; la sua sensualità e bellezza creano uno stato d’estasi per cui non distingui più il livello di piacere; qualsiasi punto del corpo tu tocchi o baci produce estasi; mentre le lecco la vulva la mia lingua corre spesso sul culetto dove poi infilo il dito indice; lei è scossa come da un brivido; dai movimento del bacino capisco che gradisce; questo gioco dura a lungo; Franco scende ed io salgo; in questi movimenti seminiamo liquidi organici dappertutto; la cosa sensazionale è che Caterina non ci sprona a finire; la nostra carica erotica l’ha contagiata ed è sottomessa ai nostri voleri; ad un certo punto Franco si sdraia di fianco a Caterina; lei gli sale sopra e s’infila il pene nella vagina; io guardo quasi per non disturbare; Katya-Caterina mi guarda e mi dice :”Dai, sali, c’è un posto libero” Il suo culetto è proteso verso di me; il mio pene entra nel retto come una lama; lei emette solo un piccolo lamento e poi comincia ad agitarsi; sta per avere un orgasmo; è incredibile; io temevo di non riuscire a soddisfarla invece sta godendo; l’idea mi eccita a tal punto che non resisto e le riempio l’intestino del mio sperma; con un sincronismo cronometrico Franco le riempie la vagina. Rimaniamo accasciati. Trascorriamo il resto della notte abbracciati a Caterina con le nostre labbra appoggiate ai suoi seni.
Segue una serie di giornate indimenticabili; alla mattina palestra; poi un’ora di piscina. Il pomeriggio turismo culturale; la notte sesso sfrenato.
L’ultimo giorno le chiediamo, per avere un ricordo della magnifica vacanza, di posare per un servizio fotografico.
Sorridendo precisa :”Naturalmente nuda ed in pose sconce”
La mia risposta la inorgoglisce :”Tu non sei sconcia neanche quando sei seduta sul bidet”.
Sia io che Franco siamo molto bravi con cineprese e macchine fotografiche. La nostra suite è grande abbastanza per fare delle riprese di un certo livello artistico.
Impostiamo una bozza di trama; Caterina entra in camera, si prepara per la notte, accende la TV, incuriosita dalla pay TV sceglie un canale di film porno, si eccita, si masturba, e poi finale a sorpresa.
“Certo che siete due porcelli” ci rimprovera Caterina “Ma mi piacete e farò tutto quello che vorrete”
All’ora convenuta abbiamo preparato la suite con luci, arredi e macchine; ad un nostro segnale la nostra Dea entra; indossa minigonna tacchi a spillo e top; per me è già di una sensualità esagerata e non riesco a trattenermi dal manifestarlo :”A me l’hai già fatto venire duro, figurati quando ti spoglierai” Lei sembra presa dalla parte perché non interrompe i movimenti, si contempla allo specchio, è soddisfatta; l’immagine che vede riflessa è certamente quella di una bella donna; si toglie le scarpe; non ha fretta, sembra un’attrice consumata; si sfila la minigonna mostrando agli strumenti fotografici la vista posteriore; la civetta vuole che le guardiamo il culo che io ho già definito “l’ottava meraviglia del mondo”. Si sfila il perizoma con studiata lentezza, rimane nuda; con naturalezza si china col busto in avanti allargando le gambe, ci mostra il primo piano della sua splendida figa ; io e Franco siamo arrapati come due mandrilli; la cosa straordinaria è che siamo emozionati come se fosse la prima volta che l’osserviamo senza vestiti. Poi si gira e ci mostra le sue tette imperiali; si sdraia sul letto ed accende la TV, si sintonizza su un canale hard in cui si può ammirare una biondina che si masturba prima con la mano e poi con un bel fallo di gomma; poi arriva l’idraulico che la “tromba” in bocca, nella figa e nel culo; poi dà e riceve una leccata di figa alla vicina di casa ed infine va ad una festa dove tre negri superdotati le riempiono contemporaneamente tutte le aperture.
Caterina è stesa sul letto nuda e stupenda, all’inizio del film si accarezza senza tanto entusiasmo, ma pian piano le sequenze avanzano capiamo che si eccita veramente; quando vede le due lesbiche impegnate nel 69 ha due dita dentro la figa e mugola di piacere; quando i negri impalano la bondina Caterina si gira, si mette alla pecorina e s’infila tre dita nella figa bagnata; a quel punto abbiamo preparato un finale shock; mettiamo le macchine in avanzamento automatico e saltiamo sul letto come se fossimo aggressori; Franco tiene Caterina per le braccia e le lega, io faccio altrettanto con le gambe tenendole allargate; ora Caterina è completamente indifesa, io comincio ad aggredire i seni di piccoli morsi, Franco fa altrettanto sulle gambe, poi mentre Franco arriva con la lingua sulla sua figa io le metto il cazzo in bocca; Caterina sta godendo a succhiarmelo; richiamo Franco; ora entrambi abbiamo i nostri membri nella bocca di Caterina, le sleghiamo le braccia così lei è più facilitata ed infatti ci ringrazia :”Non ve l’ho mai detto ma il pompino è la cosa che preferisco; averne due in bocca è il massimo, ora voglio godermeli fino in fondo“. Questa frase scatena in noi un’orgasmo irrefrenabile; in un attimo le riempiamo la bocca di sperma che lei raccoglie sulla lingua; con le dita riporta in bocca gli schizzi fuoriusciti; tiene la bocca spalancata facendoci vedere la quantità impressionante di sperma depositato sulla lingua; poi con un sorriso malizioso chiude la bocca e deglutisce; poi la riapre per mostrarci che l’ha ingoiato tutto.
Finisce così il film e la vacanza. Ognuno di noi conserva copia della pellicola. Caterina non solo non vuole un Euro ma ha pagato sempre lei ristoranti, bar, musei, ecc; dice che si è innamorata perdutamente di noi. La bacio con una promessa: ” Tu sei la donna della nostra vita; sei arrivata come un angelo e non te ne andrai più; appena possibile andremo a vivere insieme ; sì, noi tre, io sono pronto ad affrontare qualsiasi contestazione; abbiamo la fortuna di essere intelligenti, ce la caveremo in tutti i casi” Caterina è commossa e dice :”Che bello, non vedo l’ora”, io e Franco ci abbracciamo felici; dopo l’ultimo bacio do a Caterina un piccolo pacco :”Non è un ringraziamento, né un indennizzo; è solo una modesta testimonianza del nostro amore, aprilo a casa, ti prego”.
Sale in macchina e s’avvia lasciandoci una profonda angoscia nel cuore, anche se tutti siamo certi che la promessa sarà rispettata…
P. S. Per i curiosi specifico che la modesta testimonianza del nostro amore è un Rolex Cellini
Cellissima.
P. S. Chi è più puttana tra Caterina e Sabrina?
Pubblicato in: February 19th, 2008 sotto Racconti.
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