Roberta
Roberta- Gran cerimoniere
Io mi chiamo Roberto. Mi avete conosciuto nel racconto “Roberta angelo perverso”.
Da qualche mese ho un rapporto speciale con tre miei colleghi d’Università di nome Franco (con cui condivido l’alloggio), Sabrina, Deborah.
Sin dal primo incontro abbiamo dato libero sfogo alla nostra fantasia che si è concretizzata con la massima libertà negli interscambi; in breve ognuno di noi quattro si è accoppiato con gli altri tre; in particolare io ho scopato ed inculato Sabrina e Deborah, ma ho anche spompinato e sodomizzato Franco, che, a sua volta, mi ha sborrato in bocca e sfondato il culo, mentre Deborah e Sabrina si sono leccate la figa con grande trasporto.
Dopo alcuni mesi di sfrenato sesso siamo un po’ a corto di idee; le nostre orge sono, sì, piacevoli ma ormai quasi di routine; sembriamo quasi sposati. Decidiamo di dare un po’ di pepe ai nostri incontri. Nessuno di noi riesce a proporre qualcosa di veramente intrigante. Io, però ho l’asso nella manica; ricordate tutti Roberta; la mia collega che al primo incontro ha voluto che le introducessi nella vagina la mia mano? Lei è la persona giusta per organizzare una serata speciale.
Espongo la mia proposta ed ha subito un unanime consenso.
Roberta mi dà la sua disponibilità e programmiamo l’incontro.
Arriva la sera fatidica, le ragazze, per fortuna sono di ottimo umore, ridono, scherzano soprattutto con Roberta che ha provveduto personalmente alla cena e, come prevedibile, abbondanza di crostacei e peperoncino, secondo la tradizione più classica della cucina afrodisiaca.
Roberta, con grande maestria, mantiene la conversazione sempre su temi caldi, i doppi sensi, in materia di sesso, si sprecano, vuotiamo tre bottiglie Magnum di Veuve Cliqout ; Roberta pretende che la temperatura, nella stanza, sia elevata ed, infatti, a fine cena siamo tutti seminudi. Ci sediamo tutti sull’enorme divano semicircolare, ad ognuno è offerto un cognac in baloon e “fumogeni” di tutti i tipi. Tutti sono assolutamente a proprio agio tanto che Roberta coglie al volo, il momento propizio :
”Ora ci guarderemo un bel filmetto, è una serie di spezzoni di scene erotiche catalogate numericamente; ognuno di voi, alla fine della proiezione, dovrà dire quale scena
desidererebbe vivere in prima persona; noi cercheremo di esaudire ogni richiesta. ”
Nessuno protesta o manifesta particolare fastidio per cui comincia la proiezione. Per un’ora e trenta assistiamo a tutto il campionario dell’erotismo, si parte dall’atto classico uomo-donna, si passa ad uomo-uomo, donna-donna, poi assistiamo alla penetrazione vaginale ed anale con vibratori e oggetti vari, l’introduzione di mano, scene sado-maso, amplessi con negri superdotati e transessuali, abbondanti pisciate sul partner, accoppiamenti con cani e cavalli, ed altro ancora.
Alla fine della proiezione siamo tutti eccitati ed un po’ preoccupati. Tutti sono titubanti, capisco che io, come organizzatore, devo rompere il ghiaccio, così intervengo: ”La scena che mi ha più eccitato è la numero 10”. La mia sortita è molto strategica, nella scenetta in questione il protagonista si incula una bella figa ma a sua volta veniva penetrato da un ragazzo di colore con un uccello di dimensioni impressionanti. Concludo pertanto, convinto di averla fatta franca:”Peccato che manchi il negro; mi accontento di inculare una delle due ragazze”.
Roberta spiazza me e tutti i presenti, “Le regole sono regole e vanno rispettate”, poi prende il cellulare, compone un numero e disse:” Philip, vieni subito”. Riattaccò spiegandoci che aveva previsto ogni tipo di richiesta per cui aveva allertato tutti i possibili partners.
Dopo neppure cinque minuti alla porta si presenta Philip, era un uomo di colore, aspetto orribile, sembra un gorilla, senza nessun invito si denuda, ha naturalmente un membro impressionante, da Roberta ci si doveva aspettare questo ed altro; penso che, una volta in erezione, diventerà più grosso del vibratore che Roberta mi aveva ficcato in culo; scopriamo, con grande meraviglia, che il bestione, ad onta dell’aspetto da troglodita primitivo, parla ed infatti chiede : “ Chi devo scopare, Roberta?. Io sono pronto, quale figa devo farmi?”.
Roberta sorridendolo informo, indicando me con un ampio gesto del braccio :”No, per il momento devi rompere l culo a questo mio amico”.
Avrei sperato che Philip, inorridito, declinasse l’invito ma l’animale smorza ogni mia speranza:” A me va bene tutto, basta che mi diate un buco da riempire”.
Cerco di rimediare allettando le ragazze ad accoppiarsi con Philip al mio posto ma loro sono schifate ed impaurite e mi mandano a cagare. Roberta toglie tutti dall’imbarazzo definendo protagonisti e trama del primo atto
:” Roberto incula Sabrina e Philip sodomizza Roberto; nella fase preliminare Sabrina e Deborah fanno un pompino a Philip per fargli rizzare il cazzo, grande com’è c’è bisogno della collaborazione di tutti, per prima cosa, è bene che tutti siano nudi”.
Tutti eseguono i compiti assegnati, Philip rimane in piedi mentre Sabri e Deborah si mettono in ginocchio di fronte al bestione, Deborah gli solleva il pene e lo avvicina alla bocca di Sabrina, lei comincia a laccargli la punta del glande, prova a prenderlo in bocca ma non ci riesce, lo ripassa a Deborah, lei comincia a leccare l’asta, lo tiene con entrambe le mani, si dimostra certamente più esperta dell’amica ma, anch’essa, non riesce a fare entrare il glande del negro in bocca; Roberta osserva la scena con commiserazione ed invita le due imbranate a lasciarle il posto; dobbiamo ammettere che Roberta ha una marcia in più, senza alcun indugio fa sparire la cappella di Philip nella sua bocca, sembra di vedere un anaconda inghiottire un boa constrictor, infatti Roberta fa entrare nella sua bocca non solo il glande ma anche gran parte dell’asta, è evidente che la punta del cazzo di Philip le arriva in gola ma lei, con grande maestria e movimenti lentissimi riesce ad eseguire una sorta di masturbazione orale. Nel frattempo io comincio a flirtare con Sabrina, non c’è bisogno di niente di particolare per eccitarci, noi ci siamo sempre sentiti attratti l’uno dall’altra per cui saliamo di giri solo cercando le nostre lingue, poi le bacio i seni, non grossissimi ma con capezzoli duri come il marmo che ad ogni colpo della mia lingua le procurano brividi. Scendo poi lentamente sul ventre, le allargo le gambe ed affondo la mia lingua nella sua figa, lei è eccitatissima per cui, dopo poco, è prossima all’orgasmo; cerca di allontanarmi per resistere più a lungo ma io non cedo, capisco che sta godendo quando cessa di respingermi ed, al contrario, schiaccia la mia testa contro la sua vagina aperta e grondante. Per farle riprendere fiato la giro sulla schiena e comincio a leccargliela, scendo sui fianchi e sulle natiche ed infilo la lingua tra le cosce, lei rimase immobile per alcuni minuti poi comincia a sollevare il bacino verso la mia bocca per facilitare la penetrazione della mia lingua nel suo culetto, capisco che le piace lo sfregamento della mia lingua sullo sfintere anale per cui le sussurro :
“Ho voglia di mettertelo nel culo, ti prego… dammelo”
Sabrina è in stato di semi incoscienza e sussurra: ”Fai tutto quello che vuoi”
Senza ulteriori preamboli la metto alla pecorina e appoggio la punta del mio cazzo al suo ano, la mia lingua l’ha già dilatato, entro con grande facilità, probabilmente ho preso un abbaglio pensando che il culo di Sabrina fosse ancora vergine, in quel momento la cosa mi sembra assolutamente irrilevante e comincio a scoparle il culo con grande decisione; ho scordato che la sceneggiatura prevede l’intervento di Philip, sono riportato alla realtà da una mano che mi allarga i glutei e mi spalma una sostanza oleosa sul mio sfintere, è Roberta che, misericordiosamente, mi prepara alla penetrazione; nell’attimo in cui avverto la pressione di Philip sul mio ano mi aggrappo al bacino di Sabrina stringendola con tutta la mia forza; la penetrazione è istantanea, il dolore lancinante, l’energumeno non ha alcun riguardo, mi sfonda il culo e penetra nelle mie viscere con tutta l’asta, rimango avvinghiato a Sabrina ma, naturalmente il dolore mi ha annullato l’erezione; il bastardo che mi sodomizza rimane insensibile ai miei lamenti e continua a pomparmi senza alcun riguardo, ad un certo punto il dolore diminusce, comincio a riprendere fiato, sento il mio pene riprendere vigore ed in più comincio a provare delle sensazioni meravigliose, brividi intensi attraversano il mio corpo come scariche elettriche, sento il respiro di Sabrina tornare affannoso, è prossima all’orgasmo, le riempio il culo del mio sperma e lei si accascia sul letto, io rimango immobile attendendo che Philip scarichi il suo scroto, quando capisco che sta
per venire mi sfilo il suo cazzo dal culo e chiedo a Roberta un bicchiere; con la mano destra comincio a mastrurbarlo e con la sinistra tengo il bicchiere, uno schizzo impressionante di liquido biancastro esce dal suo membro, tre o quattro getti riempirono il bicchiere; con sguardo provocatorio mi rivolgo ai presenti:”Qualcuno ne desidera un po’”
Tutti rifiutano con sguardi sdegnati ed allora io alzo il calice ed inghiotto tutto il contenuto, mi ci vogliono tre lunghi sorsi, ma mi sentii appagato.
I commenti sono eterogenei e impietosi, le donne soprattutto sono inorridite, a me non importa nulla, l’avevo desiderato, esattamente come Roberta aveva desiderato il fisting, e, seguendo i suoi insegnamenti, ho dovuto e voluto farlo.
Dopo aver ripreso il nostro equilibrio psico-fisico è la volta di Deborah a esprimere la sua scelta, il suo numero è il sei.
Roberta, ha un indice minuzioso per identificare ogni richiesta; il sei riguarda una doppia penetrazione, ormai un classico dei filmini porno; Deborah giustifica così la sua scelta :
”Se voi intervistate cento donne chiedendo quale immagina erotica le eccita di più, almeno novanta risponderà che essere penetrata contemporaneamente nella vagina e nel culo rappresenta il desiderio massimo”
Roberta le chiede: “ Hai tre maschi disponibili, chi scegli per il tuo giochino?”: Lei esita nella risposta, Roberta capisce subito il motivo di tale titubanza e la toglie dall’imbarazzo:” Visto che Roberto è spompato siamo costretti a ricorrere a franco e Philip, devi solo decidere se preferisci il cazzone di Philip nella vagina o nel culo”.
Questa volta Enrica non esita:” Ho già paura di sentire male col serpentone di Philip nella figa, per cui meglio il cazzettino di franco nel culetto” Il termine cazzettino suscita una generale ilarità, Paolo non se la prese anche perché il confronto con Philip era impietoso, ad occhio potemmo valutare da 10 a 12 cm sulla lunghezza e da 4 a 6 sulla circonferenza.
Philip è fatto sdraiare sul letto ed Deborah e Franco cominciano a spompinarlo, non ci vuole molto per rivederlo al massimo dell’erezione; per soddisfare la mia curiosità prendo un righello e lo misuro, da 28 a 30 cm, posso dire con orgoglio di essere stato penetrato da un uccello di 30 cm; Deborah non ha bisogno di eccitarsi per cui rifiuta le proposte di chi le vuole leccare la figa, è bagnata fradicia e si siede sull’asta di Philip, supplica Philip di stare immobile e lei comincia a scendere con lentezza incredibile, il volto esprime al contempo paura, dolore e piacere, dopo un paio di lunghissimi minuti tutta l’asta di Philip è sparita nella sua vagina, si è ingoiata 30 cm, di cazzo, nell’attimo in cui il culo di Deborah tocca il ventre di Philip i presenti applaudono, Deborah sorride e si china in avanti offrendo il culo a Paolo, lui glielo lecca, le allarga i glutei e cerca di infilare la sua lingua nell’ano, quando capisce che il buchetto è dilatato la afferra per le tette e
spinge, il cazzo entra facilmente, il retto è strettissimo anche perché il membro di Philip ne riduce le dimensioni, quando anche Franco è completamente entrato Enrica comincia a dimenarsi, è lei a scopare i due maschioni e non viceversa, è splendida, nel vederla tutti noi ci eccitammo, io salgo sul letto e metto il mio pene in bocca ad deborah, le due donne si dedicarono ai suoi seni; Deborah sta godendo di una situazione di beatitudine che a poche è riservata, la sua figa, il suo culo, la sua bocca ed i suoi seni sono stimolati all’unisono, è l’estasi assoluta che si protrae per circa dieci minuti, è Franco il primo a concludere riempiendole l’ano di sperma, io cerco di ritrarmi per risparmiarmi per un eventuale futuro assalto ma lei, impietosamente mi afferra fino a quando non le riempio la bocca del mio sperma, ovviamente Philip è l’ultimo a ieculare e lo fa quasi a comando quando capisce che Deborah è esausta; accasciata sul letto Deborah non riesce a chiudere le gambe per l’irritazione procurata dai cazzi di Paolo e Philip, lo sperma continua a colare per molti minuti.
Per ritornare alla normalità occorrono molte docce un paio d’ore ; nessuno di noi ha limiti temporali per cui sono circa le due quando Roberta invita Sabrina a dire il numero da lei prescelto.
”Numero tre” I numeri bassi identificano le scene erotiche più classiche per cui la scelta è accolta con sberleffi di disapprovazione.
Roberta imperturbabile sentenziò:”Fellatio a tre uomini. Motivo?”
Sabrina risponde:” Il pene è il simbolo assoluto dell’erotismo, da sempre il sesso è abbinato al membro maschile, anche le lesbiche non possono farne a meno e ricorrono a copie più o meno conformi. Il cazzo è potere e fare pompini è una forma di ringraziamento, io ho leccato la figa a Deborah ma non saprei rinunciare a succhiare un uccello.
Conclude Roberta :”OK, voi tre siete in grado di soddisfare il desiderio di Sabrina o dobbiamo chiamare qualche passante occasionale?”..
Non rispondiamo e ci sediamo in poltrona con i cazzi già a mezz’asta. Sabrina comincia da me,
è avida, si percepisce distintamente che si eccita senza bisogno di stimolare il clitoride, mugola e si dimena, non attende la ieculazione ma passa a Franco, si intuisce chiaramente che lei gode nel vedere tre membri eccitati dalla sua bocca, mentre spompina Franco con le mani masturba me e Philip, quando si occupa di quest’ultimo riesce a prenderlo in bocca, probabilmente Roberta le aveva insegnato la tecnica corretta, continua a passare da uno all’altro, in un attimo di pausa apostrofo Sabrina e Roberta: “Voi due dovreste cercare di tenerci su di giri nei momenti di pausa”. Messaggio accolto, Roberta afferra Deborah per i capelli e le ficca la lingua in bocca, è evidente che le due troie non aspettavano altro, dopo una piccola sosta sui seni si rivolgono direttamente alle fighe, ognuna affonda la testa tra le gambe dell’altra in uno splendido 69; è questa l’immagine che fa impazzire gli uomini, infatti noi manteniamo ed aumentiamo il nostro vigore, Sabrina è instancabile, è evidente che ha sempre avuto partners frettolosi che hanno usato la sua bocca solo per avere l’erezione, per lei invece il pompino rappresenta il punto culminante dell’atto sessuale, passa quasi un’ora prima che io mi senta prossimo all’orgasmo, avviso Sabrina dell’imminente arrivo di sperma e per risposta lei chiude la bocca sul mio pene, non spreca una goccia, così fa con Franco, per Philip il problema è più difficile, vedendo Sabrina in difficoltà mi inginocchio di fronte a Philip e sostituisco Sabrina nel pompino, è effettivamente enorme ma inebriante; lo rimetto in bocca a Sabrina mentre con due mani lo masturbo; è incredibile la quantità di sperma che esce considerando che si tratta del terzo orgasmo in poche ore; Roberta ed Deborah continuano a leccarsi la figa per altri dieci minuti.
Rimane Franco, è evidente che ormai, ad eccezione di Philip, ognuno di noi denuncia evidenti segni di stanchezza, Roberta provvede con una pozione miracoloso, dopo pochi minuti riacquistammo vigore e freschezza. Franco denuncia una certa reticenza a esprimere il suo desiderio; solo dopo molte sollecitudini e promesse di nessuna strumentalizzazione sulla sua richiesta sussurra con un fil di voce “Numero 16”. Caspita, numero alto, perversione grande, penso. Roberta spiega :
“Si tratta del capitolo dedicato all’umiliazione della donna, nel filmetto si vede una ragazza sculacciata, irrorata di pipì e costretta ad un accoppiamento contro natura da stabilire. E’ una scena forte che trova in me il tuo principale sponsor, io sogno di fare la padrona in una scena sadomaso, non volendo fare torto a nessuno voi due ragazze sarete entrambe schiavette, non vi preoccupate, è solo un gioco, ci fermeremo quando lo direte voi”.
Le ragazze sorridono pensando si tratti di un gioco e come un gioco inizia; Deborah è fatta sdraiare col culetto in alto sulle mie ginocchia e Sabrina, nella stessa posizione sulle ginocchia di Franco; Roberta estrae dalla sua borsa una spatolina di legno, si avvicina al culetto di Deborah e comincia a schiaffeggiarlo con quell’oggetto, i primi colpi sono leggeri e Deborah quasi ride, le natiche cominciano ad arrossarsi e Roberta passa a Sabrina, stesso trattamento e stesso arrossamento delle natiche; si ricomincia con Deborah, i colpi aumentano di intensità e la fanciulla comincia a lamentarsene; anche Sabrina è percossa con maggiore intensità, lei si limita a mugolare; al terzo passaggio i colpi di Roberta diventano veramente violenti ed io devo usare la forza per impedire ad Deborah di alzarsi; Sabrina invece non protesta, i colpi di Roberta diventano vere e proprie frustate, ma Sabrina resta silenziosa, sulle natiche compaiono vesichette rosse che, col passare dei minuti si rompono, libero Deborah e tutti concentriamo la nostra attenzione su Sabrina; capiamo che sta godendo e la cosa ci eccita, mi scappaa da pisciare, mi avvicino al volto della schiava, la prendo per i capelli intimandole:”Apri la bocca, troia”; lei ubbidisce ed io le riempio il volto e la bocca della mia urina; Roberta decide che la punizione è stata sufficiente la libera dalla morsa di Franco, la fa sdraiare per terra ed anche lei la riempie della sua urina, tutti gli altri, compresa Deborah trattano Sabrina come un orinatoio, lei rimane a terra per tutto il tempo senza protestare, anzi tiene sempre la bocca aperta per ricevere il liquido caldo.
Roberta guarda Franco e gli dice:”Per completare il filmetto n. 16 scelto da te manca l’accoppiamento contro natura (N. B. volutamente oscurato da Roberta per decidere in maniera
autonoma ), non posso svelarti di cosa si tratta ma puoi rifiutare; se accetti non avrai possibilità di ripensamento.
Franco dice solo :”Voglio farlo”
Roberta va nella stanza accanto e torna portando tutto l’occorrente per un clistere.
“Ora cominciamo da Sabrina, mettiti alla pecorina” Lei ubbidisce devotamente e Roberta le introduce nell’ano una cannula enorme; è talmente eccitata che il calore dell’acqua nelle sue viscere è accolto con soddisfazione. Sabrina comincia a dimenarsi, i dolori al ventre cominciano ad essere insopportabili, ma Roberta è spietata e la riempie con tre litri di liquido; solo quando Sabrina la supplica l’autorizza a correre in bagno a liberarsi.
“Ora Franco, tocca a te” Anche Franco è messo alla pecorina; Roberta però, questa volta usa una cannula doppia della precedente che gli spinge nell’ano ad una profondità inaudita; Franco urla per il dolore ed il terrore ma Roberta, insensibile, gli riempie l’intestino con cinque litri di liquido caldo. Franco urla “Pietà” e lei lo ricatta “Se vuoi la libertà dovrai ricevere la mia mano”
“Tutto quello che vuoi, lurida troia” e corre in bagno.
Quando ritorna sa già quello che l’aspetta; cerca nei nostri sguardi un aiuto, ma rimaniamo cinicamente zitti. Si stende appoggiando la schiena sul tavolo; io e Philip gli prendiamo le gambe e le teniamo aperte e alte; Roberta si cosparge di olio la mano destra ed appoggia la punta delle dita sull’ano di Franco; ruotando la mano incomincia ad entrare come una trivella; le dita sono ormai tutte entrate e Franco apostrofa la sua torturatrice :”O. K. , ormai è entrata, sei contenta, cagna bastarda?”
Fredda replica di Roberta :”Lo dico io quando è finita” e per ripicca spinge con violenza la mano che sparisce completamente nel culo dello schiavo; l’urlo di Franco è straziante, Roberta non è ancora soddisfatta e metà avambraccio è introdotto nel malcapitato sfintere del mio amico.
Finalmente Roberta si ferma e dice :”Puoi dire di essere stato inculato da un cavallo; per uno che non si considera gay non è una cattiva presentazione.
Franco si rilassa, il dolore è sparito, prova anche a muoversi ma l’enorme occlusione suggerisce l’immobilità; quando la mano di Roberta esce il culo di Franco sembra il cratere di un vulcano.
Questo è l’ultimo istante di quella incredibile notte. Sono le sei del mattino quando la compagnia si scioglie. Sono turbato almeno quanto sono soddisfatto, so con certezza che mai più in vita mia rivivrò un’esperienza simile, mi chiedo come sarà, in futuro, il comportamento con i miei amici, mi sdraio a letto, ma non posso prender sonno, vado da Franco, mi stendo accanto a lui, lo abbraccio e, finalmente, mi addormento.
Pubblicato in: February 20th, 2008 sotto Racconti.
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