Addio al nubilato
Elena stringe inconsciamente le gambe e si allaccia le mani attorno alle cosce, poggiando la testa per terra. Probabilmente è preoccupata dal fatto di dover subire l’assalto di un cazzo delle dimensioni di quello del suo cliente nero, e quella posizione le dà l’impressione di poter sostenere meglio i colpi, ma non si rende conto che così facendo il suo sedere è più chiuso quando invece dovrebbe allargarlo e rilassarlo per sentire meno dolore. Non mi passa neanche per l’anticamera del cervello di avvisarla…
Il nero le punta la cappella allo sfintere, ed Elena sobbalza e lascia partire un gemito. Tutti ridono, perché capiscono che questa bella troietta dai capelli rossi ha una paura fottuta del gran cazzo che sta per spaccarla il culo. L’uomo afferra Elena per i fianchi e punta nuovamente l’uccello. Un colpo secco, e la cappella le penetra nel sedere.
“Aaaaahhhhh! Oh… cazzooo… ! Aaaahhhiiiiaaaa… !”
Il nero tira un altro colpo…
“Aah!”
… e un altro…
“Aaaaah!”
… e un altro ancora…
“Aaaaaahhhhh!”
… e finalmente le sue palle sbattono contro la fica di Elena, che adesso si ritrova con tutto quel cazzone infilato su per il culo.
Il nero inizia subito a limarle l’intestino, lentamente ma con decisione, per farglielo sentire bene in tutta la sua lunghezza.
“Aghhhhhh… Ahiiii… Aaaahhhhh… Ahiaaaa… ”
Guardo con gli occhi di fuori quel palo di carne nera che entra ed esce dalle candide chiappe di Elena… Osservo da vicino quel cazzo asinino che sta spaccando il culo alla mia bella… È incredibile vedere la lunghezza di quell’uccello sparirle tutto nel culo fino alle palle. Trenta centimetri almeno, tutti in fondo a quel suo piccolo adorabile sederino!
“Oddio… oddio, no… che male… ahiaaa… Aaahhh… !”
Il pubblico comincia a rumoreggiare. Capisco che se nelle prime due inculate Elena era solo una puttana che lo prendeva per soldi, quando s’è presa l’uccello di un collega è stata umiliata davanti ai loro occhi e adesso è solo una ragazza bella ma zoccola che sta venendo punita per la sua troiaggine.
“ Ahiiii… Basta… Basta, ti prego… Ahiaaaa… ”
No, decisamente i cazzi che ha preso in culo prima di questo non sono serviti a preparare il passaggio…
“Ahia… mi fai male… basta, ti prego: mi fa male… ”
Ma il nero non ci pensa neanche, di smettere. Tanto più che lui ha pure sborsato un centone… per cui se la gode: un’inculata lenta e profonda, con ogni colpo dato fino in fondo. Il contrasto tra la carnagione candida di Elena e quel palo di carne nera che le penetra il culo è impressionante…
“Aghhhhhh… Aaahhh… Piano, piano, ahiaa… Mi sfondi… mi stai… spaccando… il… culo… Ahiaaaa… ! Dio, che male, basta… !”
Elena si stringe ancor di più le gambe tra le braccia, per farsi forza mentre il nero le sfonda per bene il culo. Il cazzo continua a penetrarla inesorabile, aumentando il ritmo.
“Oh caazzooo… Ti prego, basta… mi stai sfondando… ahi, ahiaaa… ”
Ormai l’uomo se la sta inculando a mille allora. Le sue palle sbattono con violenza contro la piccola fichetta di Elena e il rumore è chiaramente udibile nonostante l’urlo della mia bella amica sia ormai diventato continuo.
“Ti prego… Basta… Ahiaaaa… Mi fai male… Aghhhhhh… Bastaaaa… Mi stai spac–can–doooo… Arrrghhhhhh… ”
Elena non riesce più neanche a tenere il culo per aria, e praticamente si siede sulle sue stesse gambe, mentre il nero continua a limarla alla massima velocità.
“Dio, che maaaaleee… ”
“Avanti, zoccoletta… Prima ti ho sentito, che dicevi che ti piace prenderlo nel culo… Avanti, fammi sentire come ti piace… Forza… ”
“N… noooo… Mi… fai… maalee… Ah–ah–ah… ca–a–azzooo… ”
D’improvviso, un flash illumina la stanza. Mi volto e mi ritrovo con il cassiere al mio fianco che fotografa la scena mentre tutti applaudono. Da dove ci troviamo, l’uomo è in grado di inquadrare il viso della mia bella amica e contemporaneamente far vedere che il nero se la sta inculando col suo gran cazzo.
“Noooo… questo no… ” mugola Elena girando la faccia dall’altra parte.
Il cassiere le si mette dietro per fare un bel dettaglio di quella mazza enorme che le va dentro e fuori dal sedere, poi la affianca dall’altro lato per scattare un primo piano del suo viso sfatto dalla fatica e dal dolore di quell’inculata.
“Oddio… no… mi… mi vergogno… Ti prego… io… mi devo sposare… ”
“Tranquilla: non c’è niente di male ad essere troie… ”
Il nero le schiaccia brutalmente la faccia per terra con una mano mentre il cassiere torna a scattare, immortalando l’espressione stravolta e sofferente della bella troietta rossa. Poi il nero si appoggia sul suo corpo e le lecca una guancia ad uso e consumo della macchina fotografica.
“E non ti preoccupare: non ho intenzione di mandarti a monte le nozze. Queste foto rimarranno tra di noi: i tuoi affezionati spettatori potranno acquistarne una copia, se vorranno, ma solo loro”
Elena volta nuovamente la faccia dall’altra parte, ma la cosa fa incazzare il nero. Mentre il cassiere torna al mio fianco per poter inquadrare il viso di Elena, il nero la afferra saldamente per i capelli e la tira violentemente indietro, costringendola ad alzare il corpo da terra e mettersi nuovamente a quattro zampe. Ma non smette di tirarle i capelli, e il cassiere non smette di fotografare: ora Elena ha la schiena arcuata all’indietro, stringe i denti e ha una smorfia di dolore sul viso mentre il nero se la cavalca come una puledra da domare.
“Cazzo, non resisto!” dice il cassiere, poi si sbottona i calzoni e si piazza davanti alla mia amica, obbligandola a prendergli l’uccello in bocca per l’ennesima volta nel corso di questa folle serata. Le scatta una foto in primo piano, con il suo cazzo in gola e lo sguardo spaventato rivolto in macchina. Si vedono le mani del nero intorno al suo collo, così guardando la foto si capisce che l’uomo se la sta ancora inculando. Il pompino dura poco, però, perché subito il cassiere si tira indietro e le sborra in faccia, scattando a ripetizione. Elena tiene la bocca aperta per respirare meglio, e un po’ di sperma le finisce sulla lingua.
“Un bel sorriso… ”
Il cassiere la fotografa in primo piano, col volto sporco e la bocca piena di sborra. Le labbra che tremano ma che formano un lieve sorriso, stiracchiato e per nulla convinto, ma pur sempre un sorriso.
“Brava, piccola. Ti farò avere una copia, così avrai modo di vederti mentre lo prendi in culo!”
Intanto, il nero le tira alcuni potenti colpi nel sedere, facendola sussultare e stringere i denti dal dolore. Ormai è vicino all’orgasmo anche lui.
“Porca puttana, non ce la faccio più… ”
Le esce di botto dal sedere e si mette in piedi al suo fianco, infilandole di forza l’uccello in bocca. Elena spalanca gli occhi dalla sorpresa, e con una mano cerca di controllare il pitone di carne che si ritrova a succhiare. Altre splendide foto per il cassiere. Al momento di venire, l’uomo si tira indietro e le spara in faccia una pioggia di sborra che sembra non finire mai, accolta da un’acclamazione di giubilo da parte di tutti i presenti. Tranne che di Elena, che guarda in macchina con nei suoi begli occhi nocciola uno sguardo di rassegnazione, tenendo involontariamente l’uccello del nero ancora vicino al viso, ancora nell’inquadratura…
“Ottimo – dice il cassiere – adesso mangiati tutta quella sborra, che siamo pronti per il gran finale!”.
Pubblicato in: February 22nd, 2008 sotto Racconti.
Commenti: 6
Commenti
Commento per gerry
24-02-2008, 12:06 pm
eccitante
Commento per adriano
3-03-2008, 8:35 am
complimenti sembra la storia di mia moglie amante delle orge ma a filmarla e fotografarla sono io suo marito da 15 anni . Complimenti e continua cosi
Commento per carlo
14-05-2008, 2:03 pm
eccitante ,molto piacevole.aspetto altri racconti così eccitanti.
Commento per Delfy
23-06-2008, 2:58 pm
Complimenti, molto eccitante.
Commento per Oscar
25-09-2008, 6:18 pm
Se fossi stato io con il mio trapano avrei fatto molto piu male
Commento per Oscar
25-09-2008, 6:20 pm
Ti aprirei in due
Scriva un commento