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La prima volta con mio padre

La mia educazione sessuale da parte del mio dolce paparino iniziò un caldo pomeriggio di primavera.

Abitando un piccolo paese di campagna, la mia adolescenza si è svolta tra scuola, casa e pochissime uscite con qualche compagna di classe.

Sono sempre stata una ragazza molto riservata, schiva ai contatti fisici e sentimentali. Passavo le mie giornate a studiare, guardare la Tv ed ascoltare CD.

Ho un fratello maggiore che se n’è andato di casa appena compiuti 18 anni, una madre poco presente dedita alla sua carriera ed un padre ben affermato come manager di un’azienda nel capoluogo di provincia…

Era un caldo pomeriggio di una domenica primaverile ed io mi trovavo in sala da pranzo, facendo finta di studiare; ero annoiatissima dato che sapevo già tutto ed ero continuamente distratta da un vecchio film che mio padre, disteso sul divano, era intento a guardare tra uno sbadiglio e l’altro. Mia mamma, dopo pranzo, si era recata da sua sorella per aiutarla con il mio nuovo cuginetto; per esperienza sapevo che sarebbe tornata giusto per l’ora di cena. Ormai cercava di passare in casa meno tempo possibile.

Dopo il mio ennesimo sbuffo mio padre mi chiede “Cosa c’è tesoro?”

“Ho un po’ di mal di testa” risposi senza pensarci troppo

“Vieni qui con me sul divano che ti faccio un massaggio”

Mi sembrò una buona idea per staccare dagli studi e mi coricai di fianco a lui. Guardammo un po’ la televisione mentre lui da dietro mi massaggiava le spalle e la schiena. Era molto piacevole e rilassante.

Io indossavo una T-shirt molto lunga e gli slip. Lentamente sentii che il massaggio di mio padre cambiò sensibilmente : era più accurato, più determinato, più lento e sensuale.

Mi tirò su la maglietta e continuò ad accarezzarmi la schiena nuda lentamente.

Rimanevo immobile, ferma, trattenendo il respiro, preannunciando un pericolo imminente.

Ed infatti la sua mano si sposto dalla schiena al mio seno giovane e immaturo, molto piccolo per la mia età.

Cominciò solo accarezzandomi una tettina e poi passò al capezzolo, stringendolo delicatamente tra le dita.

Spostò la mano verso l’altro seno e ripeté tutti i movimenti, lenti e tranquilli.

Il suo corpo non era attaccato al mio quindi non sapevo se fosse eccitato, ma potevo immaginarlo.

Dopo un tempo che mi sembrò interminabile spostò la sua mano in basso sino a raggiungere gli slip. Si fermò un attimo, quasi esitando ed io pensai che forse non avrebbe avuto il coraggio.

Invece, la mano alzò l’elastico degli slip e si diresse in basso verso il mio buchino inviolato.

Lasciò la mano appoggiata così per alcuni minuti ed io sentivo il calore della sua mano immobile.

Poi cominciò a muoverla su è giù ritmicamente, sfregando il clitoride e facendolo diventare duro e teso.

Con le due dita della mano scostò leggermente le labbra della mia piccola vagina ed io sentii la punta del suo dito all’entrata del mio buchino e poi parcepii che delicatamente entrava dentro di me.

Ero pietrificata e non avevo il coraggio di muovere un singolo muscolo.

Il suo dito entrava ed usciva piano quasi avesse paura di farmi male. Intanto sentivo che il dito scivolava sempre di più e la sensazione di bagnato aumentava gradualmente.

Dopo qualche tempo mio padre tolse il dito ed io sapevo che non era finita lì.

Infatti lui mi fece girare a pancia in su e mi tolse gli slip e mi allargo leggermente le gambe. Mi sfilò la t-shirt e rimase alcuni istanti ad ammirarmi.

“Sei diventata bellissima” disse a bassa voce.

Io tenevo gli occhi chiusi, non avendo il coraggio di guardarlo negli occhi.

Dai rumori che sentivo intuivo che si stava spogliando. Infatti, dopo alcuni secondi, sentii tutto il peso del suo corpo sul mio.

“L’hai mai fatto?” mi chiese “Hai lasciato che il cazzo duro di un maschio entrasse dentro di te?”

Sentire mio padre che pronunciava quelle parole mi turbò e mi fece vergognare… volevo solo che smettesse e se ne andasse.

Io non avevo in coraggio di rispondere e cominciai a piangere silenziosamente.

“Non piangere tesoro. Non voglio farti del male. Ormai sei grande”

Scostò di più la mia gamba e mi ritrovai con le gambe completamente aperte, nuda ed alla mercé di mio padre.

Chinatosi verso la mia figa cominciò a succhiare il clitoride e poi passò al mio buchino. Sentivo la sua lingua che spingeva per entrare e sentivo una strana sensazione di repulsione e piacere allo stesso tempo.

Mio padre si alzò ed io aprii per la prima volta gli occhi. Lo vidi maestoso sopra di me con un cazzo duro e grossissimo tra le mani.

Gli unici cazzi che avevo visto era di due compagni delle medie che per gioco chiesero a me e ad una mia amica di fargli vedere la patatina; in cambio loro ci avrebbero fatto vedere i loro piselli.

Accettammo più per non fare la figura della fifone, che per vera curiosità. E quando loro si abbassarono pantaloni e mutande e cominciarono a menarselo davanti a noi vidi per la prima volta un cazzo duro.

Quello di mio padre era terribilmente più lungo ed anche più grosso.

Cominciai ad aver paura perché sapevo che quel grosso cazzo mi avrebbe fatto davvero male entrando nel mio piccolo buchino.

“No papà, ti prego non farlo” piagnucolai.

A queste parole mi sembrò di vedere negli occhi di mio papà una luce di compiacimento ed ulteriore eccitamento.

“Fidati di me. Sei il mio angelo e non ti farò del male”

Così dicendo aprì le grandi labbra della mia figa ed io chiusi gli occhi preparandomi al peggio.

Lui appoggiò la sua cappella sul mio buco e si fermò qualche secondo, poi lentamente lo spinse dentro.

Sentivo quel corpo estraneo che lentamente entrava in me, aprendomi dolcemente, ma non sentivo dolore.

Poi mi padre si fermò, esitando.

La punta del suo cazzo si era appoggiato all’imene e lui si rese conto che ero ancora vergine.

“E così nessuno è ancora entrato nella tua meravigliosa figa” mi sussurrò all’orecchio.

“E’ bellissima, strettissima e soffice come il burro”

Rimaneva sempre fermo il quella posizione, senza entrare o uscire da me, facendo attenzione a non spingere.

Poi passo le braccia sotto la mia schiena e mi abbracciò completamente, mi diede un bacio sulla guancia e contemporaneamente spinse il suo cazzo, sfondandomi l’imene e togliendomi la verginità.

Urlai forte per il dolore, che però cessò quasi immediatamente.

Il suo cazzo si fece strada sino al fondo della mia vagina e quando toccò il fondo si fermò; io lo sentivo tutto dentro, le palle di mio padre contro il mio ano.

Paralizzata da quanto era successo rimanevo immobile e zitta.

Mio padre cominciò a muoversi piano dentro e fuori, dentro e fuori; il ritmo aumentò ed io sentivo che il suo cazzo scivolava sempre meglio dentro di me.

“Ti stai bagnano, piccola cagnetta; vedi che ti piace?” La voce di mio padre era completamente cambiata, era più roca e non sembrava nemmeno la sua voce.

Sentivo una sensazione strana, un misto di piacere e dolore che non avevo mai provato prima. Cominciai ad ansimare involontariamente.

Quando mio padre se ne accorse tirò fuori il suo cazzo e masturbandosi davanti ai miei occhi schizzò tutta la sua sborra sulla mia pancia.

“Non sei ancora pronta per il tuo primo orgasmo” mi disse “ la tua educazione è appena iniziata”

“Vai a lavarti tesoro”..

E mi lasciò così, distesa sul divano, sporca del suo sperma con un desiderio che non avevo mai provato ed un vuoto incredibile.

Recandomi a scuola il giorno dopo, mi accorsi di guardare i ragazzi sotto una nuova luce e non vedevo l’ora di riprendere quel discorso con mio padre.

Commenti

Commento per IMMA
5-03-2008, 4:09 pm

CARINOO

Commento per seagul
24-05-2008, 5:56 am

complimenti, molto credibile.L’ha scritta un uomo o un donna?

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